Ministro Urso Imprese - Green deal

Fitta agenda europea per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che tra mercoledì e giovedì avvierà una vera e propria maratona diplomatica a Bruxelles e Roma per incontrare sei Commissari europei. L’obiettivo è chiaro: rilanciare un approccio industriale concreto e meno ideologico al Green Deal, puntando sulla neutralità tecnologica e sulla competitività del sistema produttivo europeo.

Serve un cambio di passo a Bruxelles – ha dichiarato Urso – un’offensiva contro l’impostazione ideologica del Green Deal che sta condizionando la crescita e la competitività del nostro continente. Serve agire ora!”. Il ministro ha ribadito che l’Italia chiede “un’Europa che coniughi transizione e crescita, valorizzando le specificità produttive di ogni Paese”.

Il tour di incontri inizierà mercoledì a Bruxelles con la vicepresidente Henna Virkkunen, delegata alla sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, per discutere di transizione digitale, intelligenza artificiale e semiconduttori. A seguire, un bilaterale con Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione e responsabile per coesione e riforme, dedicato a PNRR e nuovi obiettivi di sviluppo industriale.

Nel pomeriggio Urso vedrà il commissario Andrius Kubilius, titolare del portafoglio Difesa e Spazio, in vista del Consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea del 27 novembre. Subito dopo, il vicepresidente Stéphane Séjourné, con delega a Industria, Mercato interno e PMI, per un confronto sui dossier automotive, strategia industriale 2040 e filiere tecnologiche.

La giornata si chiuderà con Wopke Hoekstra, vicepresidente per il Clima, con il quale Urso affronterà i temi della decarbonizzazione e dei meccanismi di competitività legati al CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e al sistema ETS.

Giovedì, a Roma, il ministro incontrerà Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea, per proseguire il confronto su politica industriale, commercio internazionale e tutela della concorrenza rispetto ai comportamenti sleali dei concorrenti extraeuropei.

Questi appuntamenti arrivano pochi giorni dopo il Consiglio europeo che ha segnato un nuovo passo nelle politiche comuni su transizione verde e competitività industriale. In quella sede l’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha riaffermato una linea pragmatica e basata sulla neutralità tecnologica, invitando l’UE a evitare rigidità ideologiche.

Una visione che si riallaccia al documento italo-tedesco sottoscritto il 6 ottobre dal Mimit e dal ministero tedesco dell’Economia e dell’Energia, che chiede una transizione ecologica sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale. Tale impostazione è oggi condivisa da gran parte dei Paesi europei e dalle principali associazioni industriali del continente, che si riuniranno a novembre a Roma nella Trilaterale Italia-Francia-Germania promossa da Confindustria.

Urso conclude con un messaggio chiaro: “Non serve un’Europa che imponga, ma che accompagni le imprese nella transizione. Solo così la transizione verde potrà diventare un’opportunità e non un vincolo per la crescita”.


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