Il Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni ha approvato un pacchetto articolato di provvedimenti che tocca alcuni dei nodi strutturali dell’agenda di governo: welfare familiare, sanità, politiche giovanili e riforma della giustizia. Una seduta densa, che segna un passaggio politico rilevante anche in vista delle scadenze istituzionali della primavera.
Sul fronte sociale, l’esecutivo ha dato il via libera al disegno di legge sui caregiver familiari, promosso dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. Per la prima volta viene definito un quadro giuridico organico per il riconoscimento di chi assiste, a titolo gratuito, familiari con disabilità o non autosufficienti. Il provvedimento riconosce il valore sociale ed economico del lavoro di cura, puntando a contrastare isolamento e fragilità dei nuclei familiari più esposti.
Tra le misure centrali spicca l’introduzione di un contributo economico nazionale fino a 400 euro mensili, erogato dall’INPS, destinato in via prioritaria ai caregiver di persone con disabilità gravissima e con redditi molto bassi. Il testo disciplina inoltre una procedura formale di riconoscimento, affidata all’INPS, e rende obbligatoria l’indicazione del caregiver nel “progetto di vita” e nel Piano assistenziale individualizzato, passaggio decisivo per l’accesso futuro a tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.
Ampio spazio anche alla sanità. Su proposta del ministro Orazio Schillaci, il Consiglio dei ministri ha approvato con procedura d’urgenza un disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo dichiarato è una revisione sistemica della governance del SSN, nel rispetto dei principi di universalità, equità e sostenibilità, con un focus chiaro su abbattimento delle liste d’attesa e rafforzamento dell’assistenza territoriale.
La riforma punta a una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, all’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere, alla definizione di standard minimi di ricovero e al potenziamento delle reti assistenziali per patologie croniche e tempo-dipendenti. Centrale anche il rafforzamento del monitoraggio dei Lea, per ridurre le disparità territoriali e garantire livelli omogenei di cura sull’intero territorio nazionale.
Nel capitolo istituzionale, l’esecutivo ha approvato in esame preliminare le modifiche allo Statuto dell’Agenzia italiana per la gioventù, ridefinendone la governance: il Presidente diventa organo monocratico, distinto dal Consiglio di amministrazione, e dovrà essere dotato di comprovata esperienza nelle politiche giovanili.
Infine, il Consiglio dei ministri ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica le date del 22 e 23 marzo 2026 per lo svolgimento del referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, che introduce nuove norme sull’ordinamento giurisdizionale e la Corte disciplinare. Nelle stesse giornate si terranno anche le elezioni suppletive in Veneto, nei collegi lasciati vacanti da Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Una scelta che concentra in un unico appuntamento due passaggi chiave della vita democratica e politica del Paese.
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