Carlo Nordio, ministro della Giustizia - caso almasri

L’Aula della Camera dei deputati ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
La decisione riguarda il caso del rilascio del generale libico Osama al Najem, conosciuto come Almasri, vicenda su cui il Tribunale dei ministri aveva avanzato istanza di autorizzazione.

Con il voto odierno, l’Assemblea di Montecitorio ha accolto la proposta della Giunta per le autorizzazioni, che aveva già espresso parere favorevole al diniego del procedimento.
Il risultato, tuttavia, è andato oltre i confini numerici della maggioranza, facendo emergere dinamiche politiche trasversali all’interno dell’Aula.

Secondo quanto emerso, i voti contrari all’autorizzazione sono stati 251 per Nordio e Mantovano e 256 per Piantedosi, superando la soglia dei 245 deputati stimati per la maggioranza.
Una discrepanza che suggerisce la presenza di franchi tiratori nelle opposizioni, o comunque di una parte dei deputati non allineati alla linea ufficiale dei propri gruppi.

Intervenendo in Transatlantico dopo il voto, Carlo Nordio ha espresso soddisfazione per l’esito:

“Sono soddisfatto perché il voto è andato anche oltre, numericamente, a quella che era l’aspettativa della maggioranza parlamentare. Questo significa che anche da alcuni esponenti delle opposizioni vi è una riluttanza ad affidare alle Procure competenze che dovrebbero essere squisitamente politiche”.

Con questo voto, il Parlamento conferma una lettura istituzionale e politica della vicenda Almasri, in cui — secondo la Giunta e la maggioranza — le decisioni contestate rientrano nelle prerogative di governo, non in condotte di rilevanza penale.
Il segnale politico, tuttavia, è duplice: il governo incassa un risultato di compattezza e consenso trasversale, mentre le opposizioni si mostrano divise e indecise, soprattutto dopo che Italia Viva aveva annunciato il proprio sostegno alla posizione del ministro Piantedosi.


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