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Il credito bancario consolida la sua fase di recupero. Secondo l’ultimo rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana, a gennaio 2026 l’ammontare complessivo dei prestiti a famiglie e imprese è cresciuto dell’1,9% su base annua, proseguendo un trend positivo che dura ormai da undici mesi consecutivi. Un dato che rafforza l’idea di un sistema bancario tornato a svolgere con continuità la propria funzione di sostegno all’economia reale.

La dinamica era già evidente a dicembre 2025, quando i prestiti alle famiglie avevano segnato un incremento del 2,5%, in crescita da tredici mesi, mentre quelli alle imprese erano saliti del 2%, consolidando una fase espansiva avviata da sette mesi. Il quadro complessivo indica un ritorno graduale della fiducia, sia sul lato della domanda sia su quello dell’offerta di credito.

Uno degli elementi chiave che sostiene questa evoluzione è la stabilità dei tassi di interesse. A gennaio 2026 il tasso medio sul totale dei prestiti in essere si è attestato al 3,97%, sostanzialmente invariato rispetto al 3,96% del mese precedente. Più marcata la discesa sul fronte delle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, con un tasso medio sceso al 3,49%, in calo rispetto al 3,58% di dicembre e ben lontano dal 5,45% registrato a fine 2023.

Per quanto riguarda i mutui per l’acquisto di abitazioni, il tasso medio sulle nuove operazioni si è collocato al 3,47%, in lieve aumento rispetto al 3,38% del mese precedente, ma comunque inferiore ai livelli del 4,42% di dicembre 2023. Oscillazioni contenute che non modificano il quadro generale: il credito appare oggi più prevedibile e meno esposto a shock improvvisi sui costi di finanziamento.

Non meno significativa è la dinamica della raccolta. A gennaio 2026 la raccolta diretta complessiva – comprendente depositi della clientela residente e obbligazioni – è aumentata del 3,4% su base annua. I depositi hanno registrato un incremento del 3,7% rispetto a un anno prima e del 2,3% su base mensile, mentre la raccolta obbligazionaria è cresciuta dell’1,3% su base annua e dell’1% rispetto al mese precedente, con un rendimento medio del 3,17%. Il dato segnala una rinnovata fiducia dei risparmiatori nel sistema bancario, elemento cruciale per sostenere l’espansione del credito.

Un ulteriore indicatore positivo riguarda la qualità degli attivi. Nonostante l’aumento dei volumi erogati, le sofferenze nette rimangono ai minimi storici, segno che famiglie e imprese stanno rispettando con regolarità gli impegni finanziari. La riduzione dei crediti deteriorati testimonia una gestione prudente del debito e una maggiore solidità complessiva del tessuto economico.

Nel loro insieme, i dati delineano una fase di consolidamento. Non si tratta di una crescita esplosiva, ma di un’espansione graduale e strutturata, sostenuta da tassi relativamente stabili, da una raccolta in aumento e da una qualità del credito sotto controllo. In un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezza, la tenuta del sistema bancario italiano e la continuità nell’erogazione dei prestiti rappresentano un fattore di stabilità macroeconomica.


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