Made in Italy Adolfo Urso Gaetano Manfredi - PMI - manovra

L’azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy continua a produrre risultati concreti nella gestione delle crisi aziendali. Dall’inizio della legislatura a oggi, i tavoli di crisi attivi sono scesi da 55 a 37, mentre i lavoratori a rischio sono passati da 70.000 a meno di 30.000. Un calo significativo che, secondo il ministro Adolfo Urso, testimonia l’efficacia di un metodo fondato sul dialogo, sul coordinamento e sulla ricerca di soluzioni condivise.

Urso sottolinea che la strategia del Governo sta funzionando: “Abbiamo ridotto il numero delle crisi aperte, diminuito i lavoratori coinvolti e rafforzato il monitoraggio degli accordi. Il nostro compito non si esaurisce con la firma di un’intesa, ma prosegue fino alla sua piena attuazione”. Il ministro rivendica un approccio capace di trasformare le crisi in opportunità di rilancio, salvaguardando occupazione, stabilimenti e capacità produttiva.

Parallelamente cresce l’attività di monitoraggio delle vertenze concluse: i tavoli dedicati sono passati da 33 a 46, segno della volontà del Mimit di accompagnare le imprese anche dopo la definizione degli accordi, verificando il rispetto degli impegni assunti e l’effettiva stabilizzazione dei lavoratori.

Dall’inizio del 2026 sono state raggiunte 16 nuove intese, che hanno permesso di salvaguardare tutti gli stabilimenti coinvolti e oltre 11.000 posti di lavoro. Negli ultimi tre anni il totale delle intese concluse sale così a 44, confermando la capacità del Dicastero di favorire soluzioni condivise nelle principali vertenze industriali del Paese. Tra gli accordi più rilevanti dei primi mesi dell’anno figurano quelli relativi a Kasanova, Original Marines, AC Boilers, Hiab, PMC e Brose.

La riduzione dei tavoli di crisi, il rafforzamento del monitoraggio e il numero crescente di accordi raggiunti confermano l’efficacia del lavoro svolto dalla Struttura per le crisi d’impresa del Mimit, impegnata quotidianamente in un confronto costante con imprese, sindacati e istituzioni territoriali. Un modello che punta a prevenire nuove emergenze industriali e a consolidare la tenuta produttiva del Paese.

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