Cybersecurity

Gli attacchi informatici continuano a crescere in frequenza, complessità e capacità distruttiva, spinti dall’uso sempre più avanzato dell’intelligenza artificiale da parte dei gruppi criminali. È quanto emerge dal Rapporto annuale Anitec‑Assinform, che fotografa un 2025 segnato da un aumento significativo delle minacce cyber e da una risposta altrettanto decisa da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.

Secondo il report, la spesa complessiva per la cybersecurity ha raggiunto 2,24 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Un incremento che riflette la necessità di rafforzare la governance, gli investimenti e la resilienza dei sistemi informativi, in un contesto in cui gli attacchi diventano più sofisticati e mirati, spesso capaci di colpire infrastrutture critiche e supply chain globali.

La trasformazione del panorama delle minacce è legata soprattutto all’adozione di strumenti basati su AI generativa, che permettono agli hacker di automatizzare intrusioni, creare malware adattivi e condurre campagne di phishing estremamente credibili. Una dinamica che spinge imprese e P.A. a investire in soluzioni avanzate di difesa, monitoraggio continuo e risposta agli incidenti.

Il rapporto sottolinea che la cybersecurity resterà una priorità nei prossimi anni, anche per effetto dei nuovi regolamenti europei NIS2 e DORA, che innalzano gli standard di protezione richiesti alle organizzazioni, imponendo controlli più stringenti, obblighi di segnalazione e misure di mitigazione dei rischi lungo tutta la catena di fornitura. L’attenzione alla protezione delle supply chain diventa infatti un elemento centrale, in un contesto in cui gli attacchi indiretti rappresentano una delle principali vulnerabilità.

Il quadro delineato da Anitec‑Assinform conferma che la sicurezza informatica non è più un settore accessorio, ma una componente strutturale della competitività del Paese. La crescita degli investimenti testimonia la consapevolezza crescente di imprese e istituzioni: difendersi non è solo necessario, ma strategico per garantire continuità operativa, tutela dei dati e stabilità dei servizi essenziali.


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