Sarà un ritorno alla vocazione originaria dell’area di Bagnoli. L’America’s Cup, che nel 2027 proietterà Napoli al centro del mondo, vedrà gli scafi a vela più tecnologici al mondo sfidarsi per la conquista del più antico trofeo velico. Ma in quell’area, già un secolo fa, erano quotidiane le sfide a vela, come ci racconta Giuseppe Esposito, presidente di Arci Mare, una delle associazioni del territorio più attive.
“A Bagnoli i pescatori, quando rientravano a terra dopo la giornata di lavoro, si sfidavano a bordo dei lanzini, piccole imbarcazioni a vela che prendono il nome dalla loro natura di piccole lance, a chi raggiungeva per primo la terra. Quelle stesse barche erano anche impiegate per il trasporto dei detenuti sull’isola di Nisida e tra gli appassionati del quartiere si sono svolte fino agli anni ’90 del secolo scorso delle regate di cui i meno giovani hanno ancora memoria. Ecco perché l’America’s Cup può trovare in Bagnoli un luogo che ha nell’anima il suo rapporto con la vela”.
L’associazione Arci Mare come e quanto è impegnata nella bonifica dell’area di Bagnoli?
“Insieme ad altre associazioni abbiamo una cabina di regia insieme ai subcommissari per Bagnoli. Quello che va sottolineato è che questo evento consentirà di accelerare la vera opera che ha bloccato lo sviluppo di Bagnoli negli ultimi trent’anni: la bonifica della colmata. Con l’idea di tombare l’area per permettere di utilizzare la zona per le basi dei team si riuscirà in un anno a fare quello che non si è fatto in trenta, restituendo alla città un’area che attendiamo da tempo”.

Che significato ha, per chi vive a Bagnoli, poter avere un evento simile sul territorio?
“Regala fiducia ai giovani, prima di tutto. Tanti sono andati via in questi anni, chi è rimasto e chi sta ancora crescendo a Bagnoli adesso vede una speranza per il futuro. Si rilancia l’economia e si dà l’opportunità di mettere le competenze a disposizione dell’evento, a partire dai tanti che hanno realizzato tesi di laurea sullo sviluppo dell’area e che potranno essere utili sia nel periodo di realizzazione dei lavori sia nello sviluppo futuro. Anche noi abbiamo realizzato due anni fa una pubblicazione dal titolo Bagnoli, passato, presente e futuro (a cura di Massimiliano Bonardi, ndr), nella quale già avevamo ipotizzato alcuni scenari che diventeranno realtà a breve. Senza dimenticare le risorse che enti come Città della Scienza, l’Istituto Nautico, il Circolo Ilva e anche la nostra associazione possono mettere a disposizione dell’organizzazione per le esigenze tecniche e logistiche, senza doversi allontanare dal territorio”.
Non sono mancate le polemiche per la scelta fatta dal Governo. Arci Mare come si pone su questo piano?
“Sono rivendicazioni giuste, ma che non hanno niente a che vedere con l’evento. Potenziare l’ospedale San Paolo, togliere i passaggi a livello della Cumana, realizzare strutture pubbliche sono tutte rivendicazioni corrette, ma l’America’s Cup rappresenta l’opportunità per velocizzare questi processi e non un impedimento. Faccio solo un esempio: se Roma non avesse rinunciato a concorrere per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2024 la città avrebbe oggi un altro volto. Napoli, e Bagnoli in primis, grazie a questo evento avrà un beneficio che resterà negli anni.
Quali saranno le opere che impatteranno maggiormente sul territorio di Bagnoli?
“Due milioni di euro sono già finanziati per la riqualificazione di due arterie viarie fondamentali, via Nuova Bagnoli e via di Pozzuoli. La Linea 6 della metropolitana arriverà fino a Bagnoli e ci sarà l’interramento della Cumana ad Agnano per eliminare i passaggi a livello. È stato destinato oltre un miliardo per questo evento, che si somma ai cinque miliardi già previsti. Inoltre, si risparmierà sulla rimozione della colmata. Già solo questo, legato alla bonifica dell’area, rappresenta una svolta che in trent’anni non abbiamo mai visto. Il tutto era previsto per il 2032, alcune di queste opere grazie all’America’s Cup saranno anticipate e può essere solo positivo”.
Ci sono state polemiche legate alla bonifica a mare che dovrebbe permettere anche la balneabilità e al bradisismo. Qual è il suo pensiero su questi temi?
“Il bradisismo c’è, ma lo sanno tutti, anche i neozelandesi. Se hanno fatto questa scelta è perché hanno valutato che non potrà avere impatti sulla loro organizzazione. Per ciò che riguarda il mare, quindici giorni fa il Comune di Pozzuoli ha dato la balneabilità nell’area di sua competenza, che è la stessa di Bagnoli. Con l’ingabbiamento della colmata e la rigenerazione della scogliera sarà ancora più sicura la zona dell’ex Italsider e si otterrà ancora prima una garanzia sulla fruizione dell’area che era già prevista nei prossimi anni. Sono tutti interventi che, grazie a questo evento internazionale, lasceranno qualcosa di concreto al territorio e ai napoletani”.
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