Il Tribunale di Firenze ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla norma che ha abolito il reato di abuso d’ufficio, recentemente introdotta con l’approvazione del cosiddetto ddl Nordio. La norma, composta di otto articoli e approvata lo scorso luglio dalla Camera, è stata ratificata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad agosto 2024. Ora, però, è oggetto di esame da parte della Corte costituzionale, a seguito della decisione dei magistrati fiorentini di rimettere gli atti.
L’abolizione dell’abuso d’ufficio ha sollevato molte polemiche nel dibattito pubblico, con numerose critiche rivolte alla sua legittimità. La richiesta dei giudici fiorentini, che hanno accolto la questione presentata dall’avvocato Manlio Morcella, legale di parte civile, sarà ora vagliata dalla Consulta, che dovrà decidere se accogliere o meno la questione.
La questione di costituzionalità
L’avvocato Morcella ha sostenuto che l’abolizione del reato di abuso d’ufficio potrebbe violare l’articolo 19 della Convenzione di Merida e l’articolo 31 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, in relazione agli articoli 11 e 117 della Costituzione italiana. “Come è possibile che uno Stato aderente alla Convenzione contro la Corruzione di Merida, obbligato a considerare l’inserimento del reato di abuso in atti d’ufficio nel proprio ordinamento, possa risolversi per la sua abrogazione?”, ha chiesto Morcella.
Inoltre, ha citato l’articolo 31 della Convenzione di Vienna, che stabilisce che “un trattato deve essere interpretato in buona fede in base al senso comune da attribuire ai termini del trattato nel loro contesto e alla luce del suo oggetto e del suo scopo”. Morcella ha poi aggiunto: “Lo Stato, come l’Italia, che già disponeva del reato di abuso, abrogandolo, non ha forse tradito lo spirito della Convenzione di Merida, per il quale la corruzione, in tutte le sue cangianti manifestazioni, deve essere alacremente combattuta?”.
Il processo sospeso in attesa della Consulta
Il processo in corso a Firenze, che vede imputata l’ex magistrato di Perugia Antonella Duchini per il reato di abuso d’ufficio, è stato sospeso in attesa della decisione della Corte Costituzionale. I giudici fiorentini, nell’ordinanza di rimessione, hanno considerato “concreta” la possibilità di riqualificare il reato di corruzione in atti giudiziari nel contesto dell’abuso d’ufficio contestato.
Verso una nuova questione di legittimità: il caso Bibbiano
Non è solo il Tribunale di Firenze a sollevare dubbi sulla costituzionalità dell’abolizione dell’abuso d’ufficio. Anche il Tribunale di Reggio Emilia potrebbe inviare una simile richiesta alla Consulta. Infatti, il 7 ottobre 2024 è atteso il parere relativo al processo sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza, noto come caso Bibbiano. La Procura di Reggio Emilia ha già sollevato una questione di legittimità costituzionale della norma, ritenendo che essa possa essere in contrasto con gli articoli 3, 24 e 117 della Costituzione.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter e LinkedIn











