Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, torna ad alzare i toni contro le scelte del governo in materia di politiche per il Mezzogiorno. A margine dell’inaugurazione di ExpoSele 2025 a Eboli, De Luca ha commentato con durezza l’istituzione del nuovo Dipartimento per il Sud, introdotto dal cosiddetto Decreto Terra dei Fuochi.
Secondo il governatore, il rischio è che il nuovo organismo non diventi un reale motore di sviluppo, ma piuttosto l’ennesimo strumento di centralizzazione burocratica e clientela politica. “Avevamo l’Agenzia per il Sud che è stata sciolta, ora dopo tre anni rifacciamo un’altra Agenzia – ha polemizzato –. È evidente che ci sono intenti che non hanno a che fare con la valorizzazione del Sud, ma con l’accentramento delle decisioni alla Presidenza del Consiglio”. Dichiarazioni forti e senza mezzi termini da parte del presidente uscente che non nasconde le sue preoccupazioni.
De Luca ha inoltre ricordato come la gestione della Zes unica, dei fondi europei e adesso del nuovo Dipartimento per il Sud siano state tutte ricondotte a Roma, generando una catena di procedure che, a suo dire, rischiano di rallentare ulteriormente i processi decisionali. “Abbiamo combattuto l’autonomia differenziata – ha dichiarato – ma dobbiamo combattere anche il centralismo burocratico romano: per avere un parere da un ministero passano decenni”.
Le parole del presidente campano si inseriscono in un dibattito già acceso dopo le critiche sollevate da Confindustria Campania e Unione Industriali Napoli, preoccupate che lo smantellamento della Cabina di regia della Zes unica, che in un anno ha autorizzato 500 investimenti per 2,8 miliardi di euro, possa compromettere i risultati raggiunti.
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