Le biomasse solide rappresentano oggi una risorsa strategica per l’Italia non soltanto sul piano energetico ma anche su quello ambientale e territoriale, soprattutto alla luce dei sempre più frequenti eventi meteorologici estremi che hanno colpito negli ultimi anni le regioni meridionali, mettendo in evidenza una fragilità diffusa legata all’abbandono delle aree interne, alla scarsa
manutenzione dei corsi d’acqua e a una gestione ancora insufficiente del patrimonio forestale.
Le devastazioni provocate dal maltempo hanno reso evidente quanto la prevenzione del dissesto idrogeologico dipenda anche dalla cura continua del territorio, dalla pulizia degli alvei fluviali e da una gestione attiva dei boschi, attività che possono trovare un supporto concreto proprio nello sviluppo della filiera delle biomasse, capace di trasformare residui agricoli e forestali in energia rinnovabile programmabile, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza ambientale e alla resilienza del sistema energetico nazionale. Questi temi sono emersi con forza durante la conferenza nazionale “Una transizione che non può attendere: il ruolo dell’energia da biomasse solide”, svoltasi a Roma nel luglio scorso, dove istituzioni, tecnici e operatori della filiera hanno condiviso spunti rilevanti sottolineando come la valorizzazione energetica delle risorse legnose rappresenti uno strumento concreto per coniugare decarbonizzazione, sicurezza energetica e tutela del territorio.
Dal confronto tra i diversi stakeholder è maturata una visione comune: una gestione sostenibile delle biomasse consente non solo di ridurre la dipendenza dall’estero e i costi dell’energia, ma anche di mantenere presidi ambientali fondamentali nelle aree montane e rurali, contrastando l’abbandono e contribuendo alla prevenzione di frane, alluvioni e incendi. In questo quadro si inserisce anche il recente decreto energia, che introduce misure positive per sostenere famiglie e imprese di fronte all’aumento dei costi, rispetto al quale si sta consolidando la consapevolezza che, nelle diverse fasi di approvazione e nei passaggi emendativi, il ruolo strategico delle biomasse dovrà essere pienamente valorizzato come elemento centrale non solo per la politica energetica ma anche per la salvaguardia del territorio. Come ha evidenziato Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi con delega alla forestazione e alle aree interne, questa filiera non può essere considerata marginale, perché rappresenta un pilastro capace di unire sostenibilità ambientale, sviluppo economico e prevenzione dei rischi naturali, dimostrando come investire nelle biomasse significhi allo stesso tempo produrre energia pulita, rafforzare la sicurezza del territorio e sostenere le comunità locali.
di Francesca Benincasa
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