L’Inps introduce una procedura più snella per il rinnovo dell’Assegno di inclusione (Adi), la misura cardine del sistema di welfare attivo che ha sostituito il Reddito di cittadinanza.
Con un messaggio diffuso il 14 ottobre 2025, l’Istituto chiarisce che le famiglie che hanno già usufruito del beneficio per 18 mesi e intendono presentare la domanda per il rinnovo di ulteriori 12 mesi, dopo il periodo di sospensione obbligatorio, dovranno nuovamente accedere al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (Siisl).
L’obiettivo è quello di aggiornare — e, se necessario, ridefinire — il percorso personalizzato di inclusione previsto dalla misura. Tuttavia, in un’ottica di semplificazione, se la composizione del nucleo familiare non è cambiata, non sarà necessario sottoscrivere un nuovo Patto di attivazione digitale (Pad).
Una modifica operativa significativa, che mira a evitare duplicazioni burocratiche e a garantire continuità ai progetti sociali e occupazionali già avviati.
Il ruolo dei Servizi Sociali e del Siisl
Il primo incontro dopo la domanda di rinnovo — spiega l’Inps — sarà dedicato alla verifica del percorso di inclusione sociale e lavorativa precedentemente individuato.
Compete ai Servizi Sociali accertare che il programma sia ancora coerente con le esigenze del nucleo familiare e, se necessario, aggiornarlo nei propri sistemi.
Questa fase di riesame è essenziale per riavviare il contatore temporale della misura e per gestire eventuali sospensioni intervenute nel periodo precedente. Se il nucleo richiede ulteriori approfondimenti, potranno essere previsti incontri successivi entro 90 giorni, durante i quali la famiglia potrà essere convocata o presentarsi autonomamente.
Percorsi personalizzati e obblighi di attivazione per beneficiari dell’assegno di inclusione
Per i nuclei familiari inseriti in un percorso di attivazione lavorativa presso i Centri per l’impiego (CPI) — cioè quelli per cui è prevista la tipologia “obbligo di attivazione lavorativa e sociale” — i tempi restano chiari:
entro 60 giorni dal rinnovo, i componenti attivabili al lavoro devono sottoscrivere il Patto di attivazione digitale individuale (PADI), se non lo hanno già fatto in precedenza, e successivamente aggiornare o firmare il Patto di servizio personalizzato (PSP) presso il CPI.
L’Inps sottolinea che l’intero percorso di inclusione — sia sociale che lavorativa — può proseguire anche indipendentemente dalla percezione del beneficio economico.
In pratica, se un richiedente ha già aggiornato o sottoscritto un PSP, la scadenza dei 60 giorni viene automaticamente spostata alla finestra successiva di 90 giorni, purché sia già stata completata la valutazione multidimensionale da parte dei Servizi Sociali.
Si tratta di un meccanismo che consente di coordinare meglio i tempi tra inclusione e attivazione lavorativa, evitando sovrapposizioni e garantendo una maggiore efficienza del sistema.
Continuità tra sostegno e reinserimento
La nuova circolare segna un passo avanti verso una gestione più flessibile dell’Adi, nel segno della semplificazione amministrativa e della continuità sociale.
Il rinnovo della misura non sarà più un reset completo, ma un momento di verifica e consolidamento dei percorsi già in atto.
In questo modo, l’Inps e i Servizi territoriali rafforzano il collegamento tra assistenza economica e politiche attive del lavoro, con l’obiettivo di rendere l’inclusione non solo un sostegno temporaneo, ma una reale opportunità di crescita.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











