Maurizio Leo, Giorgetti, Economia - evasione - legge di bilancio

Nella seduta di giovedì 12 giugno 2025, il Consiglio dei ministri, riunitosi alle ore 16.13 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha dato il via libera a un nuovo decreto-legge contenente disposizioni urgenti in materia fiscale. Il provvedimento, proposto dalla stessa presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, introduce una serie di interventi rivolti principalmente a lavoratori autonomi e imprese.

Tra le novità di rilievo, il decreto prevede una maggiore semplificazione nella determinazione dei redditi di lavoro autonomo, consentendo, ad esempio, la deducibilità delle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute all’estero anche se pagate con mezzi non tracciabili. Tuttavia, in analogia con quanto previsto per le imprese, la deducibilità delle spese di rappresentanza resta vincolata all’uso di strumenti di pagamento tracciabili, ovunque effettuate.

Sempre in tema di redditi da lavoro autonomo, viene introdotta una distinzione rilevante sul piano fiscale: le plusvalenze da cessione di partecipazioni in associazioni e società professionali, comprese le STP, saranno qualificate come redditi diversi, mentre gli interessi e proventi finanziari percepiti nell’esercizio di arti e professioni saranno trattati come redditi di capitale, non come redditi da lavoro autonomo.

Il decreto affronta inoltre importanti semplificazioni in ambito di reddito d’impresa, intervenendo sui criteri di determinazione del riporto delle perdite, sull’incentivo “chi più assume meno paga” – eliminando il vincolo delle società collegate – e sulle regole per le società estere controllate (CFC), anche in relazione al calcolo dell’imposta minima nazionale (Pillar 2).

In materia di IVA, viene stabilito che, a partire dal 1° luglio 2025, lo split payment non si applicherà più alle operazioni con società quotate nel FTSE-MIB, a seguito della scadenza dell’autorizzazione UE. Il meccanismo viene invece esteso al settore della logistica, includendo anche il trasporto.

Un aspetto centrale del provvedimento è il differimento dei termini di versamento del primo acconto 2025 e del saldo 2024 per i soggetti ISA e i contribuenti in regime forfettario. Le scadenze slittano dal 30 giugno al 21 luglio 2025, e, con maggiorazione dello 0,4%, al 20 agosto 2025.

Altro elemento rilevante è l’eliminazione del vincolo dell’autorizzazione UE per il regime fiscale agevolato del Terzo Settore e delle imprese sociali, dopo la comfort letter della Direzione generale della Concorrenza della Commissione europea, che ha confermato la non selettività delle misure. Le agevolazioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha spiegato che il decreto “tratta alcune tematiche che nello specifico riguardano il lavoro autonomo e le imprese”, chiarendo inoltre la questione della tracciabilità dei pagamenti per le spese di trasferta, e sottolineando come “lo slittamento dei termini per i versamenti sia forse la misura più importante contenuta nel decreto”.

Quanto ad altre attese novità, Leo ha affermato che la proroga della sugar tax e la riduzione dell’IVA sui beni d’arte sono ancora all’attenzione del governo, ma non incluse nel testo per ragioni di copertura finanziaria. Sul fronte delle future misure fiscali, il viceministro ha confermato che la “rottamazione” e la riduzione dell’Irpef per il ceto medio sono ipotesi sul tavolo, ma vincolate alla disponibilità delle necessarie coperture, attualmente oggetto di monitoraggio presso il MEF.


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