Gaetano Manfredi sindaco di Napoli

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta procedendo secondo i tempi previsti per la maggior parte dei progetti gestiti dai Comuni. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Anci, secondo cui l’86,3% degli interventi di cui i Comuni sono attuatori procede regolarmente. Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, in un’intervista al Sole 24 Ore, sottolineando come il modello di assegnazione diretta dei fondi ai Comuni si sia dimostrato efficace e debba essere replicato.

Manfredi ha espresso preoccupazione per eventuali rimodulazioni del Pnrr, auspicando che non vengano toccati i progetti già avviati. “Il Pnrr dimostra che l’assegnazione diretta, evitando intermediazioni regionali e statali, aumenta l’efficacia della spesa”, ha spiegato, anticipando che l’Anci chiederà al vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, di applicare lo stesso metodo ai fondi di coesione.

Tuttavia, permangono alcune criticità, in particolare per le anticipazioni di liquidità, fondamentali per garantire la rapidità nei lavori. “Anche dopo il decreto che le ha portate al 90%, le segnalazioni di ritardi persistono”, ha evidenziato Manfredi, denunciando un’eccessiva rigidità nei controlli.

Alcuni ambiti, come i Piani sulla qualità dell’abitare (Pinqua), stanno incontrando difficoltà, spesso legate a vincoli burocratici o alla disponibilità di suoli. Per questi progetti, l’Anci propone di scorrere la graduatoria per non disperdere risorse. “Le somme recuperate dalla rimodulazione dovrebbero essere destinate al Piano casa, una priorità assoluta per i sindaci”, ha affermato il presidente dell’Anci.

Sul tema degli asili nido, Manfredi ha escluso la necessità di rivedere nuovamente gli obiettivi, ma ha evidenziato che i Comuni hanno raggiunto la loro massima capacità di realizzazione. “Bisogna considerare non solo il target del 33% di posti disponibili, ma anche l’incremento rispetto ai livelli di partenza”, ha precisato, evidenziando le difficoltà nella gestione delle nuove strutture, tra costi e carenza di personale qualificato.

Infine, il presidente dell’Anci ha sollevato la questione della scarsa attrattività degli enti locali per il nuovo personale, a causa di una disparità retributiva con la pubblica amministrazione centrale. “Serve un fondo statale per armonizzare gli stipendi, altrimenti i Comuni non potranno sostenere gli aumenti salariali”, ha avvertito, evidenziando come la mobilità del personale verso ministeri e agenzie fiscali crei vuoti di organico e aggravi i costi di formazione.


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