La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali si trasforma in un caso politico. A poche ore dall’eliminazione ai playoff contro la Bosnia, Fratelli d’Italia ha chiesto un’informativa urgente alla Camera del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per chiarire le ragioni del nuovo fallimento della Nazionale e il ruolo della governance del calcio italiano.
A intervenire in Aula è stato il deputato di FdI Salvatore Caiata, che ha puntato il dito contro il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina: “Basta con il calcio dei soldi, dei ricchi. Basta con chi, per rimanere attaccato alla sua poltrona, priva intere generazioni di un sogno”. Per Caiata, la sconfitta contro la Bosnia rappresenta il simbolo di un sistema che non funziona più e che necessita di una riforma profonda.
Il clima è incandescente anche ai vertici istituzionali. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, da sempre appassionato di calcio, ha affidato a X un commento amaro: “Non andiamo ai Mondiali. In cuor nostro lo sapevamo, ma a tutto c’è un limite”. La Russa ha criticato alcune scelte tecniche, come l’assegnazione del primo rigore al giocatore più giovane, e ha definito la situazione “un’Apocalisse che continua”, ricordando che l’Italia manca dalla competizione dal 2014.
Sul campo, la partita di Sarajevo ha confermato le difficoltà strutturali della Nazionale. Dopo il vantaggio firmato da Kean, l’espulsione di Bastoni a fine primo tempo ha cambiato l’inerzia del match. La Bosnia, sospinta dal pubblico e forte della superiorità numerica, ha dominato la ripresa e i supplementari, fino alla vittoria ai rigori. Non sono bastate le parate di Donnarumma a evitare la terza eliminazione consecutiva dai Mondiali, un risultato che riapre inevitabilmente il dibattito sulla gestione tecnica e federale.
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