Ospedale del mare napoli incendio

L’indagine sull’incendio all’Ospedale del Mare di Ponticelli si orienta verso l’ipotesi di reato doloso. In vista della convalida del sequestro dell’area, la Procura di Napoli ha modificato la qualificazione giuridica del rogo, inizialmente considerato colposo.

Secondo quanto emerso dai rilievi dei Vigili del Fuoco, nel punto da cui si sono propagate le fiamme è stata rilevata la presenza di liquido accelerante o solvente, elemento che fa pensare a un’azione intenzionale. L’innesco, secondo gli accertamenti, potrebbe essere stato provocato da un mozzicone di sigaretta, ma la dinamica resta ancora da chiarire.

A coordinare l’inchiesta è ora il sostituto procuratore Mario Canale, della sezione Lavoro e colpe professionali, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono stati eseguiti dai Vigili del Fuoco e dagli agenti del commissariato di Ponticelli, che stanno completando la relazione tecnica per la Procura.

Il passaggio da incendio colposo a doloso apre un nuovo scenario investigativo: gli inquirenti dovranno stabilire se l’uso del liquido accelerante sia stato deliberato e da chi. L’area interessata dal rogo, una palazzina di sei piani del complesso ospedaliero, resta sotto sequestro in attesa della convalida.

L’incendio aveva provocato una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, costringendo all’evacuazione precauzionale di alcuni reparti. Non si erano registrati feriti, ma l’episodio aveva destato forte preoccupazione tra personale e pazienti.


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