Artigianato Artigiano

L’Italia compie un passo decisivo nella tutela del proprio patrimonio economico e culturale con l’istituzione dell’Albo Nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici, previsto dal decreto legislativo 219/2024 e ora disciplinato dal decreto firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con il Ministero del Turismo. Si tratta di un intervento che mira a costruire una mappatura unitaria e aggiornata delle attività storiche del Paese, riconoscendone il valore identitario e il ruolo strategico nella competitività del Made in Italy.

Il ministro Adolfo Urso ha definito il provvedimento “uno strumento che tutela e valorizza il nostro patrimonio economico”, sottolineando come botteghe, esercizi storici e attività artigiane rappresentino “presìdi di eccellenza, custodi di tradizioni, competenze e memoria dei territori”. La loro salvaguardia, ha aggiunto, non è solo un atto culturale, ma una scelta economica che rafforza il tessuto produttivo e accresce l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali.

Con il nuovo decreto, tutte le attività già riconosciute negli albi regionali, provinciali, comunali e metropolitani confluiranno automaticamente nell’Albo nazionale, che sarà gestito dal Mimit e pubblicato sul sito istituzionale. Gli enti territoriali avranno 120 giorni per trasmettere i propri elenchi, garantendo così un sistema omogeneo e centralizzato di classificazione e tutela.

Per assicurare un coordinamento efficace tra i diversi livelli istituzionali, il decreto prevede la creazione di un Comitato misto paritetico, composto da rappresentanti del Mimit, del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’ANCI. Il Comitato avrà funzioni consultive e di raccordo, con l’obiettivo di armonizzare le politiche di valorizzazione e promozione delle attività storiche, evitando frammentazioni e sovrapposizioni.

L’Albo nazionale rappresenta un tassello importante nella strategia di rafforzamento del Made in Italy, perché consente di riconoscere, proteggere e promuovere quelle realtà che, spesso da generazioni, contribuiscono alla qualità della vita urbana, alla coesione sociale e alla reputazione internazionale dei territori. In un contesto economico segnato da trasformazioni profonde, la tutela delle attività storiche diventa così una politica industriale a tutti gli effetti, capace di coniugare tradizione, innovazione e sviluppo locale.


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