In Italia restano 246 opere incompiute e per portarle a termine servono ancora 1,1 miliardi di euro. È quanto emerge dal nuovo report del Centro Studi Enti Locali, che analizza l’andamento del fenomeno sulla base dei dati disponibili al 2024.

Si tratta di un dato che segna un nuovo minimo storico, con un calo del 7,5% rispetto all’anno precedente, quando i cantieri sospesi erano 266. Anche il valore complessivo degli interventi registra una lieve contrazione, attestandosi a 1,6 miliardi di euro, mentre la spesa necessaria per il completamento segna una flessione del 3,4%.

Il peso del Mezzogiorno

Nonostante i progressi, la distribuzione territoriale evidenzia ancora una volta la concentrazione del problema nel Mezzogiorno. Qui si trovano 157 opere incompiute, pari al 63,8% del totale nazionale, con un fabbisogno stimato di 578 milioni di euro.

Nel Centro Italia i cantieri fermi sono 44, mentre nel Nord se ne contano 40. Particolare il caso delle amministrazioni centrali, responsabili solo di cinque opere bloccate ma con un impatto economico rilevantissimo: oltre 407 milioni di euro, pari al 38,1% del fabbisogno complessivo.

Le regioni più colpite

A livello regionale, Sicilia e Puglia guidano la classifica con 35 incompiute ciascuna. Seguono Sardegna e Lazio (30) e la Lombardia (17). La Sicilia detiene il primato per oneri di ultimazione (143,7 milioni), mentre la Puglia è prima per valore complessivo degli interventi (204,7 milioni).

Nonostante la riduzione nazionale, in nove regioni il numero di opere incompiute è invece aumentato. Tra queste figurano Lazio, Lombardia, Abruzzo, Basilicata ed Emilia-Romagna, segno che il problema resta radicato e non uniforme sul territorio.  Resta emblematico il caso della Città dello Sport di Tor Vergata, l’opera incompiuta più costosa del Paese.


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