Patto per Napoli

A tre anni dalla firma del Patto per Napoli, l’Osservatorio Economia e Società della Città di Napoli ha presentato una dettagliata analisi sull’evoluzione del risanamento finanziario dell’Amministrazione comunale. Lo studio è stato illustrato nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo alla presenza del Sindaco, dell’Assessore al Bilancio, della Ragioniera Generale Claudia Gargiulo e del professor Gaetano Vecchione, coordinatore dell’Osservatorio. Il documento ha messo in luce i risultati ottenuti grazie a una serie di azioni strutturali finalizzate alla stabilizzazione finanziaria e al rilancio della città.

Il Patto per Napoli, siglato il 29 marzo 2022 con il Governo Draghi, prevede un contributo a fondo perduto pari a 1,23 miliardi di euro, da distribuire in tranche annuali fino al 2042. Una parte rilevante delle risorse, pari al 36%, è stata concentrata nel periodo 2022-2025 per accompagnare le azioni più incisive sul piano del riequilibrio dei conti pubblici. L’accordo ha permesso al Comune, in condizioni di predissesto dal 2012, di rafforzare il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale avviato nel 2018.

Dal punto di vista delle entrate, il Comune di Napoli ha ottenuto un miglioramento sostanziale nella capacità di riscossione. L’introduzione di nuove misure ha generato un incremento medio stimato di 35 milioni di euro all’anno, grazie all’aumento dell’addizionale IRPEF, dell’addizionale sui diritti di imbarco aeroportuale e al rafforzamento delle azioni di recupero crediti. L’aliquota IRPEF, aumentata di 0,2 punti percentuali nel 2024, è stata bilanciata da un ampliamento della soglia di esenzione a 12.000 euro. Secondo le stime, l’impatto medio annuo per i contribuenti napoletani è pari a 64 euro. L’incasso da addizionale IRPEF è cresciuto passando da 77 milioni di euro nel 2022 a 80 milioni nel 2023, fino a 106 milioni nel 2024, con una previsione di 107 milioni per il 2025.

Per migliorare ulteriormente la riscossione, il Comune ha sottoscritto nel giugno 2023 un contratto con la società Napoli Obiettivo Valore, costituita da Municipia S.p.A., che ha emesso avvisi di accertamento per IMU e TARI, oltre a curare la riscossione coattiva. Complessivamente sono stati raccolti 166 milioni di euro, di cui 90 milioni già incassati e 76 milioni rateizzati, con un tasso di regolarità dei pagamenti dell’80%.

Sul fronte patrimoniale, l’Amministrazione ha attivato una strategia di valorizzazione e dismissione degli immobili. In base a una delibera approvata il 16 dicembre 2024, è stato avviato il conferimento di sei immobili e la vendita di tre caserme al fondo immobiliare gestito da INVIMIT, per un valore complessivo di 44,42 milioni di euro. Il Comune riceverà il 30% in denaro e il 70% in quote del fondo per il conferimento, mentre l’intera somma della vendita sarà corrisposta in denaro. Parallelamente, si sta procedendo alla riduzione dei fitti passivi, ottenuta attraverso il trasferimento di uffici comunali e società partecipate in immobili di proprietà pubblica. Dal 2021 al 2024, i costi per affitti sono stati dimezzati, passando da 3,4 a 1,7 milioni di euro.

Un altro pilastro del risanamento riguarda la razionalizzazione delle partecipate. Il Comune punta a superare sovrapposizioni funzionali e a riorganizzare il coordinamento tra le aziende pubbliche. In questo ambito, per Napoli Servizi S.p.A. si prevede l’assegnazione delle attività non a reddito, come quelle relative a patrimonio istituzionale, scuole, cimiteri, sport e mercati, mentre le attività a reddito saranno affidate a una nuova società. Napoli Holding S.r.l., che gestisce il trasporto pubblico e i servizi delle partecipate, sarà riorganizzata per generare economie di scala, erogando servizi trasversali alle altre società. Il piano definitivo di razionalizzazione è atteso per giugno 2025.

Dal punto di vista degli investimenti, si registra un aumento progressivo della spesa in conto capitale, che è stata di 33 milioni di euro nel 2022, 42 milioni nel 2023 e di nuovo 33 milioni nel 2024, con una previsione di 37 milioni per il 2025. Parallelamente, sono stati ridotti in modo significativo i tempi di pagamento ai fornitori, scesi da 99 giorni nel 2021 a 30 giorni nel 2024, mentre il debito commerciale è stato abbattuto da 371 milioni di euro a circa 18 milioni nello stesso periodo. Nel 2022, inoltre, è stata completata un’operazione di definizione transattiva dei debiti commerciali maturati entro il 31 dicembre 2020, che ha portato al pagamento di 24,8 milioni di euro.

Grazie a tutte queste misure, l’esposizione finanziaria complessiva del Comune di Napoli è passata da circa 5 miliardi di euro nel 2021 a 3,9 miliardi nel 2024. Il monitoraggio del Ministero dell’Interno e della Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali ha confermato il conseguimento degli obiettivi fissati, pur rilevando alcune criticità residuo nella gestione del patrimonio e nella razionalizzazione delle partecipate.

Il Sindaco di Napoli, commentando i risultati, ha sottolineato come il Patto per Napoli abbia permesso di evitare il dissesto finanziario, che avrebbe comportato il blocco delle assunzioni, degli investimenti e lo smantellamento delle partecipate. Ha inoltre evidenziato che i fornitori oggi vengono pagati puntualmente e che oltre duemila persone sono state assunte tra Comune e partecipate, con evidenti miglioramenti nella qualità dei servizi.

L’Assessore al Bilancio ha definito i risultati raggiunti come evidenze consolidate e non più sperimentali, citando la riduzione del disavanzo di oltre un miliardo, l’attuazione del piano patrimoniale con INVIMIT, e il miglioramento della riscossione. Ha infine ribadito la necessità di completare il piano di riordino delle partecipate e di recuperare margini di efficienza in settori specifici come la refezione scolastica.


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