La macchina del Piano nazionale di ripresa e resilienza continua a muoversi, ma non senza criticità. A lanciare un segnale di attenzione è la Corte dei Conti, che nel referto approvato dalla Sezione autonomie fotografa uno stato di avanzamento caratterizzato da ritardi diffusi, seppur contenuti, soprattutto nella fase di realizzazione degli interventi affidati agli enti territoriali.
Dal monitoraggio condotto dalle Sezioni regionali, aggiornato al 28 agosto 2025, emerge una situazione eterogenea: circa la metà dei progetti analizzati presenta lievi slittamenti rispetto al cronoprogramma, anche se in molti casi i ritardi iniziali sembrano essere in fase di recupero. La Corte sottolinea come la media ponderata dei tempi di attuazione lasci intravedere una possibile accelerazione nei prossimi mesi, in vista delle scadenze fissate con l’Unione europea.
Sul fronte finanziario, il quadro mostra luci e ombre. Su 60,8 miliardi di euro di risorse complessive necessarie per realizzare gli interventi degli enti territoriali, è stato impegnato il 59,2%, mentre i pagamenti effettivi restano sotto il 30% del costo totale. Considerando esclusivamente le risorse PNRR – pari a 47,5 miliardi di euro – la percentuale di spesa sale a quasi il 32%, per un valore superiore ai 15 miliardi.
Ancora più indicativo il dato sull’avanzamento fisico dei progetti: circa un terzo delle iniziative finanziate con fondi PNRR risulta completato, per un valore di 19,3 miliardi di euro su 58,6 complessivi. Numeri che confermano come la fase più delicata resti quella dell’attuazione concreta, nonostante il progressivo rafforzamento delle capacità amministrative locali.
Il messaggio della Corte dei Conti è chiaro: il PNRR non è fermo, ma richiede uno sforzo ulteriore sul piano dell’efficienza e del rispetto dei tempi. Il rischio non è solo quello di accumulare ritardi, ma di comprimere eccessivamente le fasi finali di realizzazione, con potenziali ricadute sulla qualità degli interventi e sulla piena utilizzazione delle risorse europee.
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