Il Regno Unito si prepara a una nuova fase politica dopo l’annuncio delle dimissioni di Keir Starmer da primo ministro e da leader del Partito laburista. La decisione, comunicata in una conferenza stampa a Downing Street, apre ufficialmente la corsa alla leadership del Labour e avvia un passaggio istituzionale che si concluderà entro settembre.
Starmer ha ricordato di aver assunto la guida del partito sei anni fa, in un momento che ha definito di “fallimento politico, finanziario e morale”. Rivendicando il lavoro svolto, ha sottolineato di aver “estirpato il veleno dell’antisemitismo”, ricostruito la credibilità del Labour su economia, difesa e sicurezza nazionale e riportato il partito “accanto alla bandiera nazionale, non contro di essa”. Un percorso che, secondo il premier uscente, ha rappresentato la base della successiva vittoria elettorale.
Il primo ministro ha confermato di aver informato re Carlo III della propria decisione e ha chiarito che resterà in carica “fino alla conclusione della competizione per la leadership”, garantendo un passaggio di consegne ordinato. Ha inoltre assicurato al suo successore “pieno e inequivocabile sostegno”.
Starmer ha chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di avviare formalmente la procedura per l’elezione del nuovo leader, con apertura delle candidature fissata per il 9 luglio. L’obiettivo è completare la scelta entro il ritorno del Parlamento a settembre, così da assicurare una transizione senza scosse alla guida del governo e del partito.
Le dimissioni segnano un momento cruciale per il Labour, che dovrà ora individuare una nuova leadership capace di consolidare i risultati ottenuti e affrontare le sfide interne ed esterne che attendono il Regno Unito. La competizione che si aprirà nelle prossime settimane definirà la direzione politica del partito per gli anni a venire.
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