Il Mezzogiorno produce una quota crescente di energia rinnovabile ma non riesce a beneficiare pienamente dei vantaggi economici di questa produzione. A denunciarlo è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha puntato l’attenzione sui meccanismi che regolano il mercato elettrico italiano.
«Il Sud non beneficia in pieno dei prezzi bassi dell’energia pulita che genera», ha detto Occhiuto. «Oggi in Italia il mercato dell’energia è legato a meccanismi discutibili: agganciamo il prezzo dell’elettricità all’ultima centrale che chiude lo scarto tra domanda e offerta, dunque spesso al gas.»
Perché la bolletta al Sud resta cara anche con il sole e il vento?
Il meccanismo in questione si chiama **prezzo marginale**:
fa sì che sia la fonte più costosa — quasi sempre il gas — a determinare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità.
Il risultato, in cifre, è pesante:
nel 2025 il prezzo medio all’ingrosso in Italia è stato di 115,9 €/MWh, contro 61,1 in Francia e 65,3 in Spagna.
In Italia il gas fissa il prezzo dell’elettricità per l’89% delle ore. La Penisola, più di qualsiasi altro grande paese europeo, paga l’elettricità al prezzo del gas.
Il paradosso colpisce proprio le regioni che producono di più.
Il Sud registra il maggior potenziale di produzione da solare ed eolico: le regioni del Mezzogiorno contribuiscono per circa il 35% della capacità fotovoltaica totale installata in Italia.
Il potenziale eolico italiano resta concentrato nel Sud e nelle isole, dove i venti sono più intensi e costanti.
Eppure questa abbondanza non si traduce in risparmio in bolletta.
Le regioni meridionali offrono un contributo fondamentale all’approvvigionamento energetico nazionale, subendo i disagi visivi e ambientali degli impianti senza ricevere un reale ritorno economico nelle bollette dei propri cittadini e delle imprese locali.
La riforma dei prezzi zonali: cos’è e perché è bloccata
La soluzione proposta da Occhiuto — e da tempo invocata anche da altri — è il “prezzo zonale”: tariffe differenziate per area geografica, in base al costo reale della produzione locale.
Se una regione ha tante installazioni di fotovoltaico o eolico, la cui elettricità costa meno, il prezzo zonale dovrebbe permettere a quel territorio di trattenere quella produzione e quindi dei costi più bassi per il cittadini e per le imprese del territorio.











