La Regione Campania ha approvato il bilancio. Un passaggio fondamentale per portare avanti la sua amministrazione e dare risposte ai cittadini. Un tema molto attenzionato è quello della salute, il capitolo di maggiore spesa regionale. A Loredana Raia, presidente della commissione sanità della Regione Campania abbiamo chiesto un parere.

Qual è il giusto rapporto che devono avere sanità pubblica e privata?

“Premesso che la sanità pubblica va ulteriormente rafforzata, soprattutto in questa delicata fase di fuoriuscita dal piano di rientro, nel rapporto tra sanità pubblica e privata, il privato deve essere un’integrazione di servizi sanitari specialistici, nell’ottica di un’offerta ampia, variegata ed altamente professionalizzata che riduca le criticità anche per quanto riguarda le liste d’attesa in sanità. Se il privato lavora rispettando gli standard tecnologici e professionali, può e deve essere al servizio della sanità regionale”.

In questi 5 anni di mandato la sua Commissione, insieme alla giunta regionale, cosa prevede di mettere in campo per migliorare la sanità in Campania?

“Parto da una convinzione: la Campania, una volta definitivamente fuori dal piano di rientro, deve investire sulle misure atte a ridurre le criticità: dalle liste d’attesa agli interventi infrastrutturali, dagli investimenti in tecnologie alle assunzioni del personale sanitario. La missione salute del PNRR riguarda prima di tutto grandi investimenti in termini di edilizia sanitaria. Gli obiettivi da centrare sono il potenziamento della sanità territoriale tramite infrastrutture digitali e telemedicina e il rafforzamento dell’assistenza domiciliare. L’Europa ha chiesto alla Regione la realizzazione di 169 Case della Comunità su tutto il territorio regionale con un budget complessivo di 250 milioni di euro. Di queste, dal 2024 ad oggi, 16 sono già attive e operative. Le ultime le abbiamo inaugurate in queste settimane a Sant’Antimo e ad Arco Felice.

Stiamo lavorando per rispondere al meglio alle direttive nazionali sulla riduzione delle liste d’attesa e nei prossimi mesi la commissione che presiedo sarà chiamata a predisporre misure puntuali per ridurne i tempi, nell’ottica di una rapida presa in carico dei pazienti. E poi ancora: medicina di genere per le patologie “al femminile”, assistenza domiciliare per la presa in carico del 10% della popolazione over 65, occhi puntati anche agli stili di vita dei più giovani: dal benessere fisico a quello psichico. Tutti obiettivi difficili, ma non impossibili”.

In Campania, come nel resto d’Italia, mancano i medici di medicina generale. Come si intende porre rimedio?

“In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. In particolare, le situazioni più critiche si registrano nelle regioni più popolose: Lombardia (-1.540), Veneto (-747) e Campania (-643). Non è possibile che un medico in Italia assista più di 1500 pazienti quando gli standard ottimali ne prevedono 1200. Da qui è evidente che il problema non è solo campano, ma nazionale. Una della criticità è rappresentata dalla sede di destinazione finale dei vincitori di concorso. La Campania, da sola, su questo può fare ben poco. Per questo il nostro lavoro sarà quello di avere un’interlocuzione costante con il governo nazionale e il ministero della salute affinché, insieme, si possa intervenire per far fronte a una problematica non più differibile”.

La vicenda del piccolo Domenico ha sconvolto tutti. Sul tema è intervenuto anche il presidente Fico disponendo l’adozione di misure per proteggere i pazienti. Che si intende?

“Dal momento del dolore e dello sconforto si deve passare ai fatti. Lo dobbiamo al piccolo Domenico, alla sua memoria, ai suoi familiari, senza dimenticare tutti gli altri pazienti che attendono un trapianto salvavita. Sulla vicenda il presidente Fico è stato chiaro: attendiamo il risultato delle ispezioni avviate dalla Regione in questi giorni, che saranno rese note anche nel consiglio regionale monotematico previsto per il prossimo 8 aprile, dopo il trasferimento delle funzioni tecnico-amministrative del Centro regionale trapianti presso la direzione generale per la Tutela della Salute della Regione. La sospensione dei trapianti pediatrici per 6 mesi servirà a riorganizzare un servizio fondamentale. Il mio timore è che la vicenda stia condizionando l’opinione pubblica sulla pratica della donazione degli organi, su questo è importante lavorare affinché i cittadini siano messi di fronte a una libera scelta quando sono chiamati a stabilire la loro volontà di donatore consapevole”.

Lei che idea si è fatta sulla vicenda del Monaldi?

“Resta di fatto un’eccellenza della sanità in ambito cardiaco e polmonare e questo va sottolineato, a fronte di un sentimento negativo che questa vicenda sta alimentando. Sul punto ribadisco e condivido le intenzioni della Giunta regionale e del presidente Fico. Far luce sulla vicenda di Domenico servirà anche a restituire all’ospedale dei Colli un ruolo centrale nella sanità campana”.

Tra le sue deleghe c’è anche quella della “Sicurezza Sociale”. Che vuol dire?

“La delega alla “sicurezza sociale” della commissione che mi onoro di rappresentare risponde perfettamente a quanto disposto dall’art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. In quest’ottica la sicurezza pubblica offre servizi socio-assistenziali e prestazioni sanitarie volti a garantire il benessere e la tutela dei cittadini in condizioni di bisogno o rischio sociale. Sul punto a breve sarà calendarizzata una proposta di legge a firma del collega consigliere del partito democratico Franco Picarone che risponde proprio al bisogno di assistenza e sicurezza sociale dei senza fissa dimora garantendo a loro la possibilità di essere inseriti nelle liste degli assistiti dei medici di medicina generale, pur non avendo la residenza fisica. Questa misura guarda ai bisogni di chi una casa non ce l’ha, ma a loro va comunque garantito il diritto ad essere curati sancito dalla Costituzione”.

C’è preoccupazione per la questione epatite. Il Comune di Napoli ha vietato la vendita nei locali di frutti di mare crudi. Sulla questione quali sono gli interventi della Regione?

“L’attenzione della Regione Campania è massima, ma senza allarmismi. Le Asl hanno personale veterinario impegnato da settimane sui controlli a tappeto delle aree risultate contaminate e immediatamente interdette alla pesca. La direzione Salute ha avviato il potenziamento dell’offerta vaccinale gratuita, con l’acquisto di circa 23 mila dosi, per le persone più fragili, per i bambini e per gli operatori del settore maggiormente esposti al contagio, nonché per i sanitari in prima linea. La campagna partirà in queste ore con il coinvolgimento delle Asl, dei medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta”.

Intervista di M.Ola.


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