Si è aperta alla Stazione Marittima di Napoli la prima edizione degli Stati Generali della Prevenzione, promossa dal Ministero della Salute. Un evento di rilevanza nazionale, inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha visitato anche il villaggio della prevenzione, soffermandosi allo stand dell’Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon, riferimento nazionale per la pediatria. Accanto a lui, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, il prefetto di Napoli Michele di Bari, il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Attraverso un videomessaggio, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato la visione del governo su un nuovo modello sanitario, sottolineando la necessità di passare da un sistema reattivo a uno proattivo. “La cultura della prevenzione deve diventare patrimonio collettivo”, ha dichiarato, annunciando “un nuovo impegno collettivo per costruire una sanità più equa, moderna e giusta”.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha posto l’accento sulle disuguaglianze territoriali, con dati allarmanti: un italiano su cinque, soprattutto nel Sud, ignora che gli screening di prevenzione siano gratuiti. Un altro 20% dei cittadini, pur ricevendo l’invito, sceglie di non aderire. “Spesso per pigrizia o perché si sente bene. Ma è proprio in salute che bisogna agire”, ha osservato Schillaci. Il ministro ha ricordato come quattro adulti su dieci siano in sovrappeso o obesi e come le regioni meridionali detengano i primati negativi in termini di obesità, sedentarietà e scarsa adesione agli screening.
“La prevenzione non è una spesa, è un investimento strategico”, ha detto con forza Schillaci. Proprio per questo, la scelta di Napoli come sede dell’iniziativa assume un valore simbolico: “Il Sud ha bisogno di un cambio di passo per garantire pari diritti di cura a tutti i cittadini italiani”.
Sul fronte dell’innovazione, il ministro ha indicato nell’intelligenza artificiale una “opportunità da governare”, utile a supportare il personale medico e a ridurre le liste d’attesa, ma che “non deve creare ospedali di serie A e di serie B”.
Il viceministro Cirielli ha ribadito che la prevenzione è una sfida globale, evidenziando il ruolo della cooperazione internazionale: “La prevenzione inizia anche fuori dai confini nazionali, soprattutto in Africa, dove si sviluppano oltre il 50% delle malattie trasmissibili”.
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha parlato della prevenzione come “sfida culturale” e ha invocato nuove alleanze tra sanità, scuola, ricerca e territori. “Al Sud c’è una storica insufficienza nell’offerta di servizi di prevenzione. Investire in prevenzione è leva di sviluppo ed equità”, ha detto.
Infine, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha chiesto al governo la fine del piano di rientro, sottolineando come “la Regione pagherà fino al 2041 un debito ereditato di 7 miliardi” e come oggi “la Campania abbia 10mila medici in meno rispetto alla media nazionale”. Nonostante le criticità, De Luca ha rivendicato risultati raggiunti come la bassa mortalità da Covid, l’efficienza del fascicolo sanitario elettronico e i tempi di pagamento tra i più rapidi d’Italia.
A chiudere i lavori, il presidente dell’associazione Valore Uomo, Giuseppe Mazzucchiello, ha definito l’incontro “un momento cruciale per riaffermare la centralità della prevenzione”, evidenziando la necessità di un approccio integrato tra istituzioni, ricerca e società civile per anticipare i bisogni di salute.
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