La produzione Stellantis torna a crescere nei primi sei mesi del 2026, ma la ripresa non è uniforme e lascia emergere criticità profonde. A segnalarlo è la Fim Cisl, che parla di un miglioramento complessivo rispetto al “anno nero 2025”, ma anche di una situazione “grave” nello stabilimento di Cassino, unico sito in controtendenza.
Secondo i dati del sindacato, tra gennaio e giugno sono stati prodotti 252.223 veicoli, contro i 221.885 dello stesso periodo del 2025: un incremento del 13,7% che segna un cambio di passo per il gruppo. La produzione di auto cresce in modo significativo, +27,7% con 158.193 unità, mentre quella dei veicoli commerciali registra una lieve flessione del 4%, fermandosi a 94.030 unità.
A trainare la ripresa sono due modelli chiave: la Jeep Compass prodotta a Melfi e la Fiat 500 ibrida di Mirafiori, che confermano la centralità dei due stabilimenti nella strategia industriale del gruppo. La Fim Cisl sottolinea come questi poli produttivi stiano sostenendo la crescita, mentre Cassino continua a perdere terreno: qui la produzione cala del 36,2%, aggravando una crisi già evidente nel 2025.
Il sito laziale, specializzato nei modelli premium del gruppo, risente della transizione industriale e del rallentamento delle produzioni assegnate. Per il sindacato, la situazione richiede interventi immediati: nuovi modelli, investimenti e una revisione della strategia di prodotto per evitare un declino strutturale.
Nonostante le criticità, la previsione complessiva per il 2026 resta positiva: la Fim Cisl stima una produzione poco sopra i 500 mila veicoli, un livello che riporterebbe Stellantis su volumi più coerenti con la capacità industriale italiana, pur lontani dai picchi degli anni precedenti alla fusione.
Il quadro che emerge è quello di una ripresa a macchia di leopardo: Mirafiori e Melfi consolidano il loro ruolo, mentre Cassino rischia di diventare il punto debole della geografia produttiva Stellantis. Una sfida che chiama in causa il gruppo, le istituzioni e le parti sociali, in un momento cruciale per il futuro dell’automotive italiano.
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