Stellantis Pomigliano

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato durante un’intervista al programma “24 Mattino” su Radio 24 che l’Italia ha bisogno di un secondo produttore di auto per soddisfare la domanda interna. Urso ha sottolineato che accogliere un produttore cinese, a patto che utilizzi componenti e lavoro italiani, potrebbe essere una soluzione vantaggiosa per il Paese.

Urso ha citato Leapmotor, società cinese di cui Stellantis è azionista e che inizierà a commercializzare auto in Europa, come un esempio di potenziale partnership. “Siamo consapevoli, come lo è Stellantis, che il mercato italiano è un mercato aperto, perché ha purtroppo una produzione interna limitata che non soddisfa le esigenze del mercato,” ha affermato il Ministro. “Noi vogliamo colmare il delta tra auto prodotte e auto immatricolate aumentando la produzione in Italia e per questo riteniamo che sia utile anche un secondo produttore che possa realizzare nel nostro paese, con il lavoro italiano, con le componenti italiane, macchine.”

Il Ministro ha spiegato che la presenza di un produttore cinese in Italia non solo incrementerebbe la produzione locale, ma potrebbe anche rappresentare una strategia per mitigare gli effetti delle restrizioni commerciali che si stanno intensificando. “I cinesi sono ben consapevoli che l’Europa sarà costretta ad alzare le barriere commerciali come hanno fatto recentemente gli Stati Uniti: Biden ha quadruplicato i dazi sulle auto elettriche cinesi portandoli dal 27,5% al 102,5%. Questo vuol dire che il mercato americano si è chiuso e che la sovrapproduzione cinese inonderà il mercato europeo, per questo l’Europa dovrà tutelare il mercato europeo.”

In conclusione, Urso ha espresso che, qualora un italiano dovesse optare per l’acquisto di un’auto cinese, sarebbe preferibile che questa fosse prodotta in Italia con componenti e manodopera italiana, piuttosto che importarla direttamente dalla Cina. “Se un italiano deve comprare un’auto cinese, come ritiene anche Stellantis, magari perché ha dei modelli più competitivi, io penso che sia meglio che compri un’auto realizzata da una casa automobilistica cinese in Italia, con le componenti e il lavoro italiano, piuttosto che importarle dalla Cina per poi venderle sulla rete italiana.

Queste dichiarazioni delineano una strategia chiara per aumentare la produzione automobilistica italiana e proteggere il mercato europeo dall’invasione di auto cinesi a basso costo, sostenendo al contempo l’industria locale e creando opportunità lavorative per i cittadini italiani.

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