La prossima legge di bilancio mette al centro il taglio dell’Irpef, che dovrebbe riguardare 13,6 milioni di contribuenti, concentrandosi in prima battuta sui redditi fino a 50.000 euro. È quanto ha chiarito il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, precisando che l’intervento si tradurrà in una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per la fascia tra i 28.000 e i 50.000 euro annui.
Un’estensione fino a 60.000 euro sarà possibile, ma solo se i conti pubblici lo consentiranno. L’operazione, ha ribadito Leo, resta subordinata alle effettive disponibilità finanziarie e all’aggiornamento dei dati macroeconomici. Parallelamente, il governo valuterà una revisione delle detrazioni per nucleo familiare e un riordino dell’Ires premiale per le imprese, che dovrà essere semplificata e resa più stabile.
La variabile cartelle esattoriali
L’intervento sull’Irpef dovrà tenere conto delle risorse necessarie per un’altra misura attesa: la nuova rottamazione delle cartelle. La Lega la indica come priorità, ma Leo invita alla prudenza: “Serve evitare che chi può pagare continui a sfruttare i meccanismi pretestuosi per sottrarsi agli obblighi fiscali”. Una platea che, negli ultimi anni, ha aderito alle rottamazioni per bloccare pignoramenti salvo poi smettere di versare dopo le prime rate.
Giorgetti: “No al fisco nei conti correnti”
Sul fronte della lotta all’evasione, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha respinto con decisione l’ipotesi di consentire all’amministrazione fiscale l’accesso diretto alla consistenza dei conti correnti degli italiani. “È una vecchia proposta che rimarrà una proposta”, ha detto, chiudendo ogni spiraglio all’idea emersa dal gruppo di lavoro guidato dall’ex magistrato della Corte dei Conti, Roberto Benedetti, incaricato di studiare soluzioni per smaltire il magazzino da 1.300 miliardi di tasse non riscosse.
Bonus edilizi sotto la lente nel prossimo bilancio
Altro capitolo cruciale sarà quello dei bonus edilizi. Dal 2026, l’attuale detrazione al 50% per le ristrutturazioni scenderà al 36%, ma il governo valuta di mantenerla al livello attuale. La viceministra all’Ambiente Vannia Gava, sostenuta da Confedilizia, ha annunciato che si lavora con il Mef per confermare la detrazione al 50% e ridurre i tempi di fruizione del beneficio da 10 a 5 anni.
In sintesi, la manovra che si prepara a entrare nel vivo dovrà muoversi in un equilibrio delicato: alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio, garantire sostenibilità dei conti e definire nuove regole su ristrutturazioni e riscossione.
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