Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attacca il Senato dopo l’approvazione di una risoluzione che chiede la cessazione delle operazioni militari contro l’Iran senza una preventiva autorizzazione del Congresso. Un voto passato con 50 sì e 48 no, grazie anche al sostegno di quattro senatori repubblicani, e definito dal presidente “inopportuno e privo di significato”.

Ho l’Iran alle corde, pronto a crollare, e il Senato decide di votare in un momento senza senso sulla legge sui poteri di guerra”, ha scritto Trump sul social Truth, accusando i senatori di aver reso “più difficile” il suo lavoro.

La risoluzione rappresenta una rara presa di distanza bipartisan dal presidente sul dossier iraniano. Pur avendo valore prevalentemente simbolico e non richiedendo la firma della Casa Bianca, il testo segnala un crescente disagio del Congresso per la gestione del conflitto e per l’ampio ricorso ai poteri presidenziali in materia militare.

Crollo nei sondaggi

Lo scontro istituzionale arriva in un momento delicato per Trump. Secondo un sondaggio del Pew Research Center, l’indice di approvazione del presidente è sceso al 34%, il livello più basso del suo secondo mandato.

In calo anche la fiducia degli americani sulla sua capacità di gestire l’uso della forza militare: solo il 38% si dice fiducioso nelle sue decisioni, contro il 46% dell’estate precedente.

La questione iraniana è diventata uno dei temi più divisivi a Washington. Nelle ultime settimane diversi parlamentari — inclusi alcuni repubblicani — hanno espresso dubbi sulla strategia dell’amministrazione e chiesto un maggiore coinvolgimento del Congresso nelle decisioni sulle operazioni militari e sugli eventuali accordi con Teheran.


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