Modi, von der leyen europa india

L’Unione europea e l’India voltano pagina nelle relazioni bilaterali e lo fanno con un accordo che va ben oltre il commercio. A Nuova Delhi, i leader hanno annunciato la conclusione dei negoziati per l’accordo di libero scambio avviati nel 2007, sospesi nel 2015 e ripresi nel 2022, trasformando un dossier rimasto a lungo incompiuto in una intesa strategica globale che intreccia economia, sicurezza, tecnologia e politica internazionale.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha definito l’accordo “la madre di tutti gli accordi”, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di partner che “fanno la storia”. Per il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si apre “un nuovo capitolo”. La dichiarazione congiunta sintetizza il senso politico dell’annuncio: una vera e propria pietra miliare nei rapporti tra due attori che insieme rappresentano circa il 25% del Pil mondiale e un terzo del commercio globale.

Sul piano economico, l’intesa crea le premesse per una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, con due miliardi di persone coinvolte. Gli scambi tra Ue e India, che nell’anno fiscale 2024-25 hanno raggiunto circa 136,5 miliardi di dollari, sono destinati ad aumentare in modo significativo. L’India ottiene un accesso preferenziale ai mercati europei sul 97% delle linee tariffarie, con l’eliminazione dei dazi per settori chiave ad alta intensità di lavoro come tessile, calzature, pelletteria, agroalimentare, gioielleria e prodotti marini. Per altri comparti, dai cibi trasformati all’acciaio fino all’automotive, è previsto un percorso graduale di riduzione delle tariffe.

In parallelo, Nuova Delhi apre il proprio mercato alle esportazioni europee, con l’eliminazione immediata o progressiva dei dazi su oltre l’80% delle linee tariffarie, pur mantenendo clausole di salvaguardia su settori sensibili come latticini, cereali e alcuni prodotti agricoli. Un equilibrio che riflette la complessità del negoziato e l’esigenza di tutelare interessi strategici da entrambe le parti.

Particolarmente rilevante è il capitolo dei servizi, che segna un salto di qualità nella cooperazione economica. L’accordo apre all’India 144 sottosettori europei, dall’IT ai servizi professionali ed educativi, mentre l’Ue ottiene accesso a 102 sottosettori indiani, inclusi telecomunicazioni, finanza, servizi marittimi e ambientali. Viene inoltre delineato un quadro per la mobilità aziendale, con facilitazioni per viaggi di lavoro, impegni temporanei e, in prospettiva, accordi sulla sicurezza sociale e visti post-studio per studenti indiani. Rafforzate anche le tutele sulla proprietà intellettuale, un tema centrale per le imprese europee.

L’intesa commerciale è solo uno dei pilastri di una partnership più ampia. Bruxelles e Nuova Delhi hanno deciso di accelerare anche sui negoziati per la protezione degli investimenti e sulle indicazioni geografiche, di creare un hub per l’innovazione e di lanciare un partenariato dedicato alle start-up. La cooperazione scientifica e tecnologica viene estesa fino al 2030, con l’obiettivo di avvicinare l’India al programma Horizon Europe.

Sul fronte geopolitico, l’accordo assume una valenza ancora più marcata. È stato firmato un partenariato per la sicurezza e la difesa, avviati negoziati sulla sicurezza delle informazioni e adottata un’agenda strategica congiunta “Verso il 2030”, fondata su prosperità sostenibile, innovazione, sicurezza, connettività e gestione delle sfide globali. Le tecnologie critiche – intelligenza artificiale, quantistica, semiconduttori avanzati, tecnologie pulite, biotecnologie e idrogeno verde – diventano ambiti prioritari di cooperazione.

Modi, Costa e von der Leyen hanno infine sottolineato la dimensione politica del partenariato, che unisce grandi democrazie in una fase di forte tensione internazionale e di ridefinizione delle regole multilaterali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il coordinamento nei forum globali, contribuire alla riforma delle istituzioni internazionali e promuovere un Indo-Pacifico libero, aperto e stabile, anche attraverso progetti di connettività strategica come il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa. Un segnale chiaro: l’accordo Ue-India non è solo economico, ma un tassello chiave del nuovo equilibrio globale.


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