Appalti. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 23 ottobre 2025 (serie L), la Commissione Europea ha aggiornato le soglie di applicazione delle direttive sugli appalti pubblici, sulle concessioni e sui settori speciali per il biennio 2026-2027. Le nuove disposizioni, contenute nei Regolamenti delegati (UE) 2025/2150, 2025/2151 e 2025/2152, entreranno in vigore il 12 novembre 2025 e saranno applicabili a partire dal 1° gennaio 2026.
In Italia, l’adeguamento avverrà in modo automatico grazie all’articolo 14 del D.Lgs. n. 36/2023, il Codice dei contratti pubblici, che rinvia direttamente ai valori fissati a livello europeo.
Soglie più basse e più gare sopra la soglia comunitaria
La revisione biennale delle soglie, prevista dagli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO-GPA), ha determinato un leggero abbassamento dei valori rispetto al biennio 2024-2025. Dal punto di vista operativo, questo significa che aumenterà il numero di appalti che supereranno le soglie comunitarie e che, di conseguenza, dovranno essere gestiti con le procedure armonizzate dell’Unione Europea, caratterizzate da regole più stringenti in materia di pubblicità, concorrenza e trasparenza.
Per quanto riguarda la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici ordinari, la nuova soglia per i lavori pubblici sarà di 5.404.000 euro, in calo rispetto ai 5.538.000 precedenti. Per le forniture e i servizi delle amministrazioni centrali si passa da 143.000 a 140.000 euro, mentre per le amministrazioni sub-centrali il limite scende da 221.000 a 216.000 euro. I concorsi di progettazione restano allineati alle soglie delle rispettive categorie di appalto.
Nel caso della direttiva 2014/23/UE, che disciplina le concessioni di lavori e servizi, la soglia sarà anch’essa fissata a 5.404.000 euro, in diminuzione rispetto ai 5.538.000 del biennio precedente.
Infine, la direttiva 2014/25/UE relativa ai settori speciali — acqua, energia, trasporti e servizi postali — prevede soglie di 432.000 euro per forniture, servizi e concorsi di progettazione (in calo rispetto ai 443.000) e 5.404.000 euro per i lavori.
Impatti operativi sul sistema italiano
L’adeguamento alle nuove soglie determinerà conseguenze pratiche per stazioni appaltanti, enti pubblici e piattaforme digitali. Sarà infatti necessario aggiornare tutti i riferimenti normativi nelle piattaforme telematiche di pubblicazione, nei bandi tipo ANAC e nei sistemi di programmazione utilizzati per la gestione delle gare. Le amministrazioni dovranno inoltre rivedere le proprie strategie di pianificazione, soprattutto nei casi in cui gli importi delle procedure risultino prossimi ai nuovi limiti comunitari.
Questo passaggio tecnico comporterà un adeguamento dei flussi di lavoro, ma anche un potenziale aumento della trasparenza e della concorrenza, in linea con l’obiettivo dell’Unione Europea di favorire un mercato degli appalti sempre più aperto e armonizzato.
Verso una maggiore omogeneità e competitività
L’aggiornamento delle soglie, pur trattandosi di un intervento tecnico, rappresenta un tassello fondamentale nel processo di integrazione del mercato unico. L’abbassamento dei valori di riferimento potrebbe contribuire a stimolare la partecipazione di operatori europei alle gare italiane e a rafforzare la competitività, ma richiederà anche maggiore attenzione agli adempimenti procedurali da parte delle pubbliche amministrazioni.
Le nuove soglie, quindi, non solo incidono sulla pianificazione delle gare ma aprono una riflessione più ampia sulla capacità del sistema italiano di adattarsi a una logica europea sempre più esigente in termini di trasparenza, efficienza e digitalizzazione delle procedure.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











