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Il Mezzogiorno mostra la sua parte più solida e industriale. Secondo il nuovo Rapporto Sud di Utilitalia e Svimez, il sistema delle utility meridionali – tra energia, rifiuti e acqua – si conferma un pilastro economico cruciale per la crescita e la transizione sostenibile del Paese.

Nel 2024 le aziende del comparto hanno generato oltre 8,3 miliardi di valore aggiunto, pari al 27,3% del totale nazionale del settore, in aumento di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente. L’occupazione ha raggiunto 112 mila addetti, 5 mila in più rispetto al 2021, mentre la produttività media si è attestata a 75.348 euro per addetto, un dato superiore del 17,3% alla media industriale del Sud e del 24,7% alla media totale dell’area.

Il rapporto sottolinea che, in un contesto economico complesso, il sistema delle utility nel Mezzogiorno mostra resilienza e consolidamento, rafforzando il proprio ruolo di infrastruttura industriale e sociale strategica.

Pnrr: accelerazione necessaria

Il Mezzogiorno gioca una partita decisiva anche nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che assegna alle utility oltre 10 miliardi di euro di risorse, di cui il 40% destinato al Sud. Dei progetti per la realizzazione di lavori pubblici, per un valore complessivo di circa 8 miliardi, solo il 14,8% delle spese risulta finora rendicontato nel Mezzogiorno, contro il 30% del Centro-Nord.
Dal punto di vista procedurale, tuttavia, il quadro appare più dinamico: il 69% dei progetti è nella fase conclusiva di collaudo, il 2,5% da avviare e l’1,2% già concluso. A meno di un anno dalla scadenza del Piano, “è necessaria un’accelerazione per completare gli interventi”, si legge nel rapporto.

Rifiuti: impianti e opportunità

La chiusura del gap impiantistico nel trattamento dei rifiuti rappresenta una priorità strategica. Oltre ai costi ambientali derivanti dalle carenze strutturali, il Sud perde opportunità economiche significative: la realizzazione e gestione di nuovi impianti potrebbe generare 1,2 miliardi di Pil aggiuntivo e 21 mila nuovi posti di lavoro.

Servizio idrico e governance

Permangono, invece, criticità nel servizio idrico integrato. L’efficienza operativa resta penalizzata da una bassa propensione agli investimenti, dovuta alla presenza minoritaria di gestori industriali strutturati. Il rapporto sottolinea l’urgenza di completare il processo di affidamento ai gestori unici e di superare la frammentazione attraverso aggregazioni tra operatori minori su una soglia di almeno 230 mila abitanti serviti.

Per Luca Dal Fabbro, presidente di Utilitalia, “l’unica strada percorribile per elevare il livello dei servizi pubblici al Sud è favorire una gestione industriale integrata. Solo così si possono aumentare gli investimenti, creare occupazione e rafforzare l’indotto locale”.

Dal Fabbro ha ricordato anche la nascita della Rete Sud di Utilitalia, un’iniziativa per coordinare le imprese dei servizi pubblici in chiave operativa, finanziaria e regolatoria, favorendo un modello industriale condiviso e sostenibile.

Energia e transizione verde

Sul fronte energetico, il Mezzogiorno è al centro della strategia nazionale delineata dal Pniec 2024, che punta a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e a raggiungere una quota del 40,7% di rinnovabili. Per centrare questi obiettivi servirà rafforzare infrastrutture, governance e competenze tecniche locali.
Grazie al suo potenziale in fonti rinnovabili e gas verdi, il Sud può diventare hub energetico strategico del Paese, a condizione di superare i divari infrastrutturali e amministrativi.

Un motore per la coesione

Come evidenzia Luca Bianchi, direttore generale di Svimez, “i dati confermano che il sistema delle utility è un motore di crescita per il Mezzogiorno post-Covid. L’aumento della produttività e dell’occupazione testimonia una trasformazione strutturale del tessuto economico meridionale. Il buon avanzamento dei progetti Pnrr è un segnale concreto di miglioramento dei servizi per imprese e cittadini, elemento essenziale per sostenere innovazione e sviluppo”.

Il rapporto fotografa, in sintesi, un Mezzogiorno che investe, si trasforma e guarda avanti, con le utility come protagoniste di un nuovo ciclo di crescita sostenibile, industriale e territoriale.


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