Il presidente di Confapi Aniem, Giorgio Delpiano, ha espresso le prime valutazioni sul nuovo regolamento europeo per gli appalti sopra soglia (5,4 milioni per i lavori), presentato dalla Commissione Europea il 9 settembre. Secondo Delpiano, il Public Procurement Act rischia di avere un impatto eccessivamente rigido, privo del necessario adattamento alle specificità dei sistemi produttivi nazionali.
Delpiano ha ricordato che l’impresa edile italiana è profondamente diversa da quella degli altri Paesi europei, essendo caratterizzata da una prevalenza di Pmi. Le direttive europee, ha spiegato, sono sempre state recepite adattandole alla realtà italiana, mentre il nuovo regolamento verrebbe “calato dall’alto”, con un impianto normativo molto diverso dal Codice dei Contratti.
Preoccupazioni sui sistemi di gara: “Negoziato esasperato anche nelle procedure aperte”
Entrando nel merito, Delpiano ha espresso forte preoccupazione per l’uso “generalizzato ed esasperato della negoziazione”, applicato persino alla procedura aperta. Ha apprezzato il principio della proporzionalità dei requisiti e la scelta del miglior rapporto qualità-prezzo come criterio di aggiudicazione, ma ha chiesto che i parametri valutativi siano oggettivi, evitando margini discrezionali troppo ampi.
Revisione prezzi obbligatoria: “Scenario geopolitico fragile, servono tutele”
In un contesto internazionale segnato da tensioni e volatilità dei mercati, Delpiano ha definito “assolutamente fondamentale” rendere obbligatoria la revisione prezzi, per fronteggiare eventuali aumenti dei materiali e garantire l’equilibrio economico dei contratti.
Subappalto: “No all’indicazione dei subappaltatori già in offerta”
Il presidente di Confapi Aniem ha criticato anche la previsione di indicare i subappaltatori già in sede di offerta, ricordando che spesso intercorre un tempo molto ampio tra la gara e l’avvio effettivo dei lavori, rendendo tale obbligo poco realistico e potenzialmente penalizzante.
“Serve una disciplina assimilabile dal sistema italiano, evitare effetti destabilizzanti”
In conclusione, Delpiano ha ribadito la necessità di evitare effetti destabilizzanti e di garantire che la nuova disciplina sia compatibile con il sistema economico italiano, fondato su una struttura produttiva diversa da quella di altri Paesi europei.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, X, Instagram e LinkedIn











