38th America's Cup Protocol Signing - Royal New Zealand Yacht Squadron. Photo: Suellen Hurling

Con quasi due mesi di ritardo (era atteso per la seconda metà di giugno) è stato pubblicato il protocollo che delinea l’organizzazione della 38ma America’s Cup Louis Vuitton, in programma a Napoli nel 2027.

Tra le novità più interessanti il limite di 75 milioni al budget dei team, che avevamo anticipato in un nostro approfondimento nelle scorse settimane, l’impossibilità per i team che hanno partecipato all’edizione passata di costruire una nuova barca, l’obbligo a bordo di avere una donna come membro dell’equipaggio e l’apertura ad avere, tra i cinque atleti a bordo, fino a un massimo di due stranieri. Questo punto è particolarmente interessante per Luna Rossa, che ha già ingaggiato Peter Burling, il timoniere che ha vinto con Team New Zealand la passata edizione e che a questo punto potrebbe essere al timone della barca italiana, sebbene con il limite progettuale che abbiamo accennato prima.

Confermate tre regate preliminari nel 2026 (di cui una verosimilmente a Napoli), una quarta possibile nel 2027 e, sicuramente, una nel golfo partenopeo prima dell’inizio delle selezioni degli sfidanti. La finale dell’America’s Cup sarà a luglio 2027 e le date esatte verranno comunicate entro il 30 novembre 2025.

Grant Dalton, CEO di Team New Zealand, ha dichiarato: “In qualità di tre volte vincitore consecutivo e Defender dell’America’s Cup, e insieme al RNZYS in qualità di attuale Trustee, sentiamo la responsabilità di continuare a guidare la crescita dell’evento. Sebbene l’America’s Cup sia il trofeo più antico dello sport internazionale e l’apice della vela, il suo tallone d’Achille è sempre stata la mancanza di continuità. Pertanto, questa trasformazione offre ora a tutti i team una gestione collettiva e stiamo introducendo un nuovo team dirigenziale guidato da un nuovo CEO indipendente. Negoziando questo Protocollo e la Partnership per l’America’s Cup con il Challenger of Record, offriamo ai team, ai partner commerciali e alle sedi degli eventi la certezza di investire per più edizioni. Si tratta del cambiamento più audace nei 174 anni di Coppa e, nel rispetto del Deed of Gift, insieme al Challenger of Record siamo certi che questa sia la migliore iniziativa per far crescere quello che è già uno dei più grandi eventi sportivi al mondo”.


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