Restituire alla Mostra d’Oltremare un ruolo centrale nel tessuto urbano di Napoli, trasformandola da recinto chiuso a spazio vivo, accessibile e sostenibile.
È questo l’obiettivo della giornata di studio “Abitare il limite”, in programma il 16 ottobre 2025, dalle ore 10:00 alle 18:00, presso la Sala Italia della Mostra d’Oltremare. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania, dall’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia e dalla FOAN – Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli, e rappresenta una tappa significativa nel percorso di ascolto, analisi e progettazione collettiva avviato nei mesi scorsi.
La riflessione si concentra sui confini fisici, funzionali e simbolici di uno dei complessi più rappresentativi dell’architettura moderna italiana, con l’obiettivo di superarli e reinterpretarli alla luce delle sfide contemporanee della città. L’idea di fondo è chiara: i limiti non sono più soltanto barriere, ma possono diventare soglie, spazi di attraversamento e di innovazione da cui ripensare la relazione tra architettura, paesaggio e comunità.
Costruita negli anni Trenta e testimone di una stagione di grande fermento urbanistico e culturale, la Mostra d’Oltremare è oggi al centro di un dibattito più ampio sul valore del patrimonio pubblico come motore di sostenibilità e innovazione economica. Come spiegano i promotori, “Abitare il limite non è soltanto un evento, ma un metodo”: un modo di intendere la progettazione urbana come processo inclusivo, in grado di integrare le dimensioni storiche, energetiche, ambientali e sociali in una visione condivisa.
Durante la giornata, articolata in quattro tavoli tematici di lavoro, esperti, studiosi, artisti, designer, professionisti e cittadini saranno chiamati a confrontarsi sulle diverse sfaccettature del progetto di rigenerazione. I lavori toccheranno i temi dell’efficientamento energetico delle strutture tutelate, con un’attenzione particolare alla difficile ma necessaria conciliazione tra sostenibilità e salvaguardia del patrimonio storico; del consolidamento e restauro delle strutture, con focus sul rischio sismico e sulla sicurezza; dell’integrazione tra architettura e natura, per ridefinire il rapporto tra paesaggio e costruito; e infine delle strategie di rifunzionalizzazione degli spazi, per restituire alla Mostra un ruolo culturale, economico e comunitario nel cuore della città.
L’iniziativa rappresenta anche un esperimento di co-design istituzionale: una modalità di lavoro che mette insieme istituzioni pubbliche, professionisti e società civile, nella convinzione che solo una visione condivisa possa generare una trasformazione urbana autentica e duratura. Il progetto si propone così di costruire un modello replicabile di rigenerazione, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità economica e partecipazione attiva dei cittadini.
In questo senso, “Abitare il limite” diventa una metafora del presente. Abitare significa prendersi cura, attraversare, dare forma; il limite non è una chiusura, ma un invito al cambiamento. L’obiettivo, in ultima analisi, è trasformare la Mostra d’Oltremare in un laboratorio di contemporaneità, un luogo dove ricerca, cultura e impresa possano convivere e generare valore pubblico, restituendo a Napoli un simbolo rigenerato e una visione di futuro urbano condivisa.
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