La transizione ecologica è ormai una necessità urgente, non più un obiettivo lontano. Tra le soluzioni strategiche su cui l’Italia è chiamata a puntare con decisione, c’è anche – e soprattutto – l’energia prodotta da biomasse solide. Una risorsa troppo spesso trascurata o mal compresa, ma che ha conquistato il centro della scena durante il convegno “Una transizione che non può attendere: il ruolo dell’energia da biomasse solide”, svoltosi nella prima settimana di settembre nella prestigiosa Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.
Dalla marginalità al pilastro: una nuova visione per le biomasse
Tra gli interventi più significativi del convegno, spicca quello di Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi, che ha evidenziato l’urgenza di abbandonare una visione marginale e datata delle biomasse solide. “Non si tratta di una soluzione residuale – ha dichiarato Napoli – ma di un pilastro fondamentale per coniugare sostenibilità ambientale, crescita economica e valorizzazione del territorio”.
Napoli ha insistito sull’importanza di riconoscere alla filiera delle biomasse solide un ruolo centrale nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile, capace di generare benefici concreti su scala ambientale ed economica.
Regole certe e PA efficiente: condizioni per sbloccare gli investimenti “Per sostenere le imprese – ha proseguito Napoli – serve un quadro normativo stabile, investimenti mirati e una pubblica amministrazione che accompagni, anziché frenare, l’azione delle aziende.” Il messaggio è chiaro: senza regole chiare, tempi certi e strumenti concreti, il rischio è quello di immobilismo e ritardi, proprio nei territori che più necessitano di rilancio.
Le PMI sono pronte: ma serve una svolta politica e culturale
Napoli ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese, da sempre cuore pulsante dell’economia italiana. “Le PMI sono mature per accogliere e investire nella transizione ecologica – ha sottolineato – ma per farlo hanno bisogno di condizioni favorevoli: meno burocrazia, accesso agli incentivi e certezze legislative”.
Ha inoltre lanciato un appello a un cambio culturale, con una comunicazione pubblica che superi pregiudizi e luoghi comuni ancora troppo diffusi sulle biomasse.
Valorizzare le risorse locali per ridare vita ai territori
Un altro asse strategico riguarda la valorizzazione delle risorse locali. La filiera delle biomasse solide può diventare un volano di sviluppo per le aree rurali e montane, spesso dimenticate. Favorendo la gestione attiva dei boschi e la rinascita delle attività agroindustriali, le biomasse offrono l’opportunità di contrastare lo spopolamento, creare occupazione e aumentare la resilienza energetica del Paese.
Serve una governance nazionale: basta frammentazioni e approcci emergenziali Il terzo punto tracciato da Napoli è la necessità di una governance chiara e di lungo periodo. “Serve una strategia industriale nazionale – ha detto – che metta in rete imprese,
territori e istituzioni. Non possiamo più permetterci interventi spot e approcci emergenziali”. È il momento di costruire una visione condivisa, superando le attuali frammentazioni.
Un tavolo permanente per non perdere l’occasione della transizione Nel concludere il suo intervento, Francesco Napoli ha lanciato la proposta di un tavolo permanente tra imprese, territori e istituzioni: “La transizione energetica ha bisogno anche delle biomasse solide. Le imprese sono pronte a fare la loro parte, ma devono essere messe nelle condizioni di operare. Offriamo loro strumenti concreti, regole certe e una visione: il Paese ne trarrà benefici reali in termini di occupazione, sostenibilità e competitività”.
Domenico Bongiorno
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