Il governo mette mano al dossier carburanti. La fiammata dei prezzi – con il diesel a 2,18 euro al litro e la benzina a 1,98 secondo gli ultimi dati del Mimit – ha spinto Palazzo Chigi a lavorare a un intervento ponte, mirato soprattutto sul gasolio, da mettere in campo già la prossima settimana. Una misura temporanea, pensata per dare un segnale immediato ai cittadini prima delle partenze da bollino rosso di inizio agosto, mentre si attende il calcolo del Mef sull’extragettito Iva di luglio, necessario per attivare le accise mobili.
Il tema è in cima all’agenda della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che anche venerdì ha discusso a lungo con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per individuare la strategia più efficace. Il nodo resta quello delle risorse: da marzo ai primi di luglio, il governo ha già impegnato circa 1,8 miliardi per contenere l’impatto dei rincari energetici.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso conferma la linea: prima un intervento sul gasolio, poi l’attivazione delle accise mobili quando saranno disponibili i dati sull’extragettito. “Se si troveranno le risorse – spiega – si potrebbero affiancare misure mirate, come già fatto per l’autotrasporto con il credito d’imposta”. Nel Consiglio dei ministri del 4 agosto si farà una valutazione complessiva delle disponibilità finanziarie.
La maggioranza spinge per un intervento rapido. Luca Squeri (Forza Italia) ribadisce che “come minimo siamo obbligati a mettere in campo le accise mobili, sterilizzando la parte incrementale dell’Iva”. Per Maurizio Lupi (Noi Moderati), il contrasto al caro energia è una priorità: “Abbiamo deciso di attivare il più rapidamente possibile i 14 miliardi di flessibilità concessi dall’Ue per sostenere famiglie e imprese”.
Le opposizioni, invece, criticano la strategia del governo. Il M5s definisce le accise mobili un “pannicello caldo” e chiede misure mirate come un bonus carburante per le fasce più deboli. Angelo Bonelli (Avs) attacca: “Le accise mobili non risolvono il problema: sono un intervento temporaneo pagato dai contribuenti. La vera risposta è un contributo straordinario sugli extraprofitti dei petrolieri e un piano per accelerare l’elettrificazione del Paese”.
Il centrosinistra ha presentato una mozione al Senato per chiedere un “provvedimento d’urgenza” che contenga l’impatto dei prezzi dei carburanti sul potere d’acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese, chiedendo che venga messa al voto già da martedì.
In attesa delle decisioni del Mef e del via libera europeo allo scostamento di bilancio previsto per settembre, il governo punta a un intervento immediato per evitare che il caro carburante diventi un ulteriore fattore di pressione su consumi, inflazione e mobilità estiva. Il dossier resta aperto e politicamente sensibile, con una maggioranza che chiede rapidità e un’opposizione che invoca misure strutturali.
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