Il nuovo Rapporto Anac sulla corruzione negli appalti pubblici conferma che i settori più esposti restano i lavori pubblici, gli enti territoriali e gli accordi illeciti tra pubblico e privato. L’analisi, curata dall’Ufficio Operativo Speciale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, prende in esame i procedimenti penali comunicati all’Autorità tra il 1° gennaio 2020 e il 15 maggio 2026, aggiornando il quadro già delineato nel precedente report 2016‑2019.
141 procedimenti penali, 1.295 capi di imputazione e 378 reati contestati
Nel periodo analizzato, il Nucleo della Guardia di Finanza operante presso Anac ha predisposto 135 note informative relative a 141 procedimenti penali, provenienti da 100 Procure. Roma è la più attiva con dieci comunicazioni, seguita da Catania, Messina, Napoli, Milano, Benevento e Palermo.
Complessivamente emergono 1.295 capi di imputazione, di cui 762 riconducibili ai reati previsti dall’articolo 32 del decreto-legge 90/2014. I 378 reati individuati riguardano per lo più contestazioni ancora in fase di indagine o rinvio a giudizio, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Turbative d’asta e corruzione: le fattispecie più diffuse
Le tipologie di reato più frequenti sono:
- Turbata libertà degli incanti o turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (28,3%);
- Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (22,2%);
- Corruzione dal lato del privato (21,2%).
Il report evidenzia casi di asservimento della funzione pubblica agli interessi privati, finalizzati all’assegnazione diretta o in somma urgenza di contratti, talvolta tramite subappalti ripetuti alla stessa impresa coinvolta nell’accordo illecito.
Seguono i reati di truffa e truffa aggravata (8,5%), tipici della fase esecutiva dei contratti. Marginale il ricorso alla concussione e al traffico di influenze illecite (meno del 2%), confermando che la corruzione si sviluppa prevalentemente attraverso accordi volontari tra le parti.
Quasi mille persone coinvolte: 583 nelle imprese, 411 nella PA
Le vicende analizzate coinvolgono 994 persone fisiche:
- 583 appartenenti alle imprese, spesso figure apicali;
- 411 appartenenti alle stazioni appaltanti, soprattutto tecnici e funzionari operativi.
Il report segnala inoltre un minore coinvolgimento delle donne rispetto alla loro presenza nel mercato del lavoro, sia pubblico sia privato, un dato che richiede ulteriori approfondimenti.
212 stazioni appaltanti, 530 contratti e 2,9 miliardi di valore
I procedimenti hanno interessato 212 stazioni appaltanti e oltre 530 contratti pubblici, per un valore complessivo superiore a 2,9 miliardi di euro dal 2024. Oltre il 45% dei casi riguarda i Comuni, seguiti dagli enti del Servizio sanitario (21%) e dalle società pubbliche (14%). Le amministrazioni centrali rappresentano solo il 5,2% dei casi.
Sul piano territoriale, la maggiore concentrazione si registra in:
- Sicilia (24%),
- Campania (18%),
- Lombardia (10%),
- Lazio (9%),
- Puglia (8%).
Lavori pubblici il settore più esposto
Il settore dei lavori pubblici rappresenta oltre il 40% delle vicende esaminate, seguito dai servizi (32%) e dalle forniture (9,5%). Gli appalti misti pesano per il 13,5%.
Tra gli ambiti più colpiti figurano: manutenzione stradale, gestione del verde pubblico, rifiuti, pulizie, centri di accoglienza, servizi sociali e forniture sanitarie. Non mancano casi legati a situazioni di somma urgenza, con affidamenti diretti utilizzati in modo improprio.
Micro e piccole imprese coinvolte nel 70% dei casi
Quasi il 70% delle imprese coinvolte è costituito da micro e piccole realtà, coerentemente con la struttura del mercato degli appalti, dove oltre il 97% dei contratti ha un valore inferiore a 5 milioni di euro e circa il 90% sotto il milione. Tuttavia, il report evidenzia che medie e grandi imprese risultano coinvolte in una quota proporzionalmente elevata rispetto al loro peso economico.
Misure straordinarie e prevenzione: il ruolo centrale dell’Anac
Dal giugno 2014 al maggio 2026, il Presidente dell’Anac ha formulato 72 proposte di misure straordinarie, quasi tutte accolte dai Prefetti. Nel periodo 2020‑2026 sono state interessate 35 imprese, di cui 25 con misure straordinarie e 10 con impegni organizzativi rafforzati.
Le verifiche dell’Ufficio Operativo Speciale hanno portato all’emissione di 5.773 pareri relativi a 1.687 procedure di affidamento, per oltre 2,5 miliardi di euro. Solo nel periodo 2021‑2025 le procedure esaminate sono state 779, con 3.391 pareri rilasciati.
Il report conferma che il sistema di prevenzione, controllo e alta sorveglianza introdotto dal decreto-legge 90/2014 rappresenta uno strumento efficace per recuperare alla legalità le imprese, prevenire nuovi episodi corruttivi e garantire la regolare esecuzione delle opere pubbliche.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, X, Instagram e LinkedIn















