Paolo Ascierto Federico II

Una nuova ed efficace risposta della ricerca oncologica apre scenari inediti nel trattamento e nella prevenzione delle recidive del tumore della pelle. Presentati al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) di Madrid, i dati dello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001 evidenziano come un vaccino personalizzato a tecnologia RNA messaggero, somministrato in combinazione con l’immunoterapia, sia in grado di ridurre del 42% il rischio di ricaduta o morte nei pazienti già sottoposti a rimozione chirurgica del melanoma.

Tra i principali coordinatori della sperimentazione figura Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli. La ricerca ha testato l’azione combinata del vaccino sperimentale intismeran autogene e del farmaco immunoterapico pembrolizumab su una platea di 1.137 pazienti in 157 centri oncologici nel mondo. A 24 mesi dal trattamento, l’82,2% dei pazienti curati con la combinazione risulta vivo e privo di malattia, contro il 70% del gruppo trattato con la sola immunoterapia, mentre l’88,5% dei casi non ha sviluppato metastasi a distanza.

La vera cifra innovativa del percorso consiste nell’approccio sartoriale della medicina di precisione. Il vaccino viene infatti prodotto su misura attraverso l’analisi delle caratteristiche genetiche e delle cellule tumorali del singolo malato, istruendo il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare in maniera mirata eventuali cellule residue per prevenire la formazione di nuove lesioni o metastasi. Gli esperti sottolineano tuttavia come il trattamento rappresenti una terapia sperimentale rivolta esclusivamente a pazienti operati e ad alto rischio di recidiva, in attesa del completamento del percorso autorizzativo presso le agenzie regolatore prima della sua introduzione nella pratica clinica standard.


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