Le delegazioni di Stati Uniti e Russia si sono incontrate a Riad per discutere la fine del conflitto in Ucraina. I colloqui si svolgono nel complesso reale di Albasatin, ma l’assenza dell’Ucraina e dell’Unione Europea solleva dubbi sulla legittimità del processo. Secondo l’agenzia Ria Novosti, l’incontro è stato organizzato per esplorare soluzioni diplomatiche alla guerra in corso.

 

L’asse Trump-Mosca: dialogo senza Kiev e UE

Il presidente Donald Trump sta spingendo per una rapida risoluzione del conflitto, vedendo nell’apertura russa un’opportunità per ottenere concessioni. Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti diretti e negoziatore per Mosca, ha dichiarato che si attendono “progressi economici con gli USA nei prossimi due o tre mesi”.

 

Tra i temi centrali dei negoziati vi è la ripresa delle relazioni economiche tra Washington e Mosca. Dmitriev ha evidenziato che “le compagnie americane hanno perso oltre 300 miliardi di dollari lasciando il mercato russo”, sottolineando il potenziale di un riavvicinamento economico.

 

La Cina invita tutte le parti ai negoziati

La Cina, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha espresso il desiderio che tutte le parti coinvolte partecipino ai colloqui di pace. “Siamo lieti di vedere sforzi per la pace – ha dichiarato Guo – ma è essenziale che tutti gli stakeholder siano coinvolti nel processo negoziale”.

 

La reazione dell’Ucraina: “Quel tavolo per noi non esiste”

 

L’Ucraina, esclusa dal tavolo delle trattative, ha espresso la sua totale contrarietà. Mychailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che “senza un invito formale, per noi quel tavolo non esiste”. Kiev insiste sulla necessità di avere garanzie concrete, come l’ingresso nella NATO o accordi bilaterali di difesa con basi militari sul territorio ucraino.

 

Vertice d’emergenza a Parigi

Di fronte all’iniziativa USA-Russia, il presidente Emmanuel Macron ha convocato a Parigi un vertice con 11 leader europei, tra cui i capi di governo di Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Italia, Olanda e Regno Unito.

 

Al termine dell’incontro, Ursula von der Leyen e Antonio Costa hanno ribadito che l’Ucraina deve negoziare da una posizione di forza, ottenibile solo attraverso un incremento del sostegno militare. Tuttavia, permangono divisioni sulla possibilità di un intervento diretto: il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito “prematuro e inappropriato” qualsiasi dibattito sull’invio di truppe.

 

Anche l’Italia, per voce del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha espresso perplessità, sostenendo che eventuali forze europee dovrebbero operare solo sotto mandato ONU.

 

Un’Europa più forte militarmente?

Il primo ministro polacco Donald Tusk ha sottolineato che “l’Europa ha bisogno di un significativo aumento della spesa per la difesa” e che rafforzare le capacità militari europee è essenziale. Tuttavia, resta il rischio di incidenti con Mosca nel caso in cui l’Europa decida di dispiegare forze sul campo senza il supporto degli Stati Uniti.

Il futuro del conflitto in Ucraina resta incerto, con gli USA e la Russia impegnati in negoziati separati e un’Europa che cerca di rafforzare il proprio ruolo. Le divisioni interne all’UE, unite alla velocità con cui l’amministrazione Trump sta cercando di concludere la guerra, potrebbero ridefinire gli equilibri geopolitici globali nei prossimi mesi.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitterInstagram LinkedIn