Stadio Maradona frame Google Earth

Il futuro dello Stadio Diego Armando Maradona di Napoli inizia a prendere forma. Il Comune di Napoli, guidato dal sindaco Gaetano Manfredi, ha deciso di muovere i primi passi concreti verso la ristrutturazione dell’impianto, partendo dal terzo anello, con un investimento stimato di circa 30 milioni di euro. Una scelta strategica che arriva mentre si attende la posizione definitiva di Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, il quale ha ribadito la disponibilità a investire nel restyling.

A confermare la volontà dell’amministrazione è l’assessore alle infrastrutture Edoardo Cosenza, che – a Radio CRC – ha precisato come il Comune sia pronto a operare anche in piena autonomia, pur mantenendo un dialogo aperto con la società sportiva. Secondo il progetto comunale, sparirà la pista di atletica e il pubblico sarà a soli 7-10 metri dal campo di gioco, come richiesto dall’allenatore Antonio Conte. Questo intervento porterà anche un incremento di 14.000 posti, migliorando sensibilmente la fruibilità dell’impianto.

Il piano presentato da Cosenza prevede di intervenire sui 28 tralicci verticali del terzo anello, uno alla volta, con l’obiettivo di risolvere anche il problema delle vibrazioni. I posti effettivi nel terzo anello, oggi circa 8.000, potranno arrivare a 10.000 grazie alla riqualificazione di aree finora mai utilizzate. Inoltre, verranno eliminati i vuoti lasciati dalla pista di atletica, creando altri 4.000 posti in continuità con il secondo anello. Il modello architettonico di riferimento è quello dello Stadio Maracanã o dell’Olimpico di Roma.

In parallelo, il Comune aggiornerà il Documento Unico di Programmazione (DUP), su proposta del consigliere Nino Simeone, per permettere l’allocazione delle risorse. Il progetto è stato condiviso in trasparenza con De Laurentiis e il suo staff, che hanno ricevuto tutti gli studi tecnici necessari per valutare l’opportunità di un eventuale coinvolgimento diretto. Cosenza ha chiarito che, al momento, si preferisce procedere in autonomia, ma che il club può ancora decidere di partecipare alla realizzazione, valutando anche altre opzioni come una concessione lunga, una vendita o una gestione pubblico-privata.

In questo contesto si inserisce anche il forte interesse del Governo, che sostiene l’intervento attraverso il prossimo “decretone sport”, che conferirà al sindaco Manfredi il ruolo di sub commissario per il Maradona. Una mossa che semplificherà i processi decisionali e operativi. Il ministro dello Sport Andrea Abodi, intervenuto a Napoli in occasione della presentazione dell’America’s Cup, ha dichiarato: «Il Maradona ha tutte le caratteristiche per diventare uno stadio accessibile, funzionale e più vissuto», sottolineando che il lavoro tecnico sul terzo anello sarà fondamentale per definire limiti e possibilità dell’intervento. «Il tempo delle decisioni sta arrivando», ha concluso Abodi, lasciando intendere l’urgenza di un impegno congiunto.

Il Comune punta anche a far rientrare il Maradona tra i cinque stadi italiani che ospiteranno, insieme a quelli della Turchia, le partite degli Europei di calcio 2032. I cantieri potrebbero aprire entro la fine dell’anno, con i lavori che verranno organizzati in modo da non compromettere l’utilizzo dello stadio da parte del Napoli, condizione posta da De Laurentiis.

Infine, emerge l’idea di un progetto turistico-culturale legato allo stadio: la “Maradona Experience”, una sorta di museo immersivo pensato per attrarre visitatori da tutto il mondo. «Ne abbiamo parlato con De Laurentiis, sarebbe un’esperienza unica, ad esempio per rivivere con realtà aumentata i gol di Diego ai Mondiali del 1986», ha raccontato Cosenza. Un’iniziativa che, se realizzata, contribuirebbe a trasformare lo stadio in un vero e proprio polo attrattivo, sportivo e culturale.


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