Magnitudo 4.6 Campi flegrei

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata avvertita oggi alle 12:47 nell’area dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nel comune di Bacoli. Il sisma, registrato a una profondità di 5 km, è stato distintamente percepito anche nel centro di Napoli, dove numerosi cittadini, presi dal panico, sono usciti in strada. A questa prima scossa è seguita, alle 12:51, un’altra di magnitudo 2.2.

Si tratta del terremoto più forte registrato nella zona flegrea negli ultimi 40 anni, alla pari con quello avvenuto nella notte del 13 marzo scorso. Nonostante l’intensità del sisma, non si segnalano danni né feriti, come confermato dal Centro coordinamento soccorsi convocato d’urgenza presso la Prefettura di Napoli, presieduta dal prefetto Michele di Bari.

Tuttavia, una frana ha interessato un costone roccioso sull’isolotto di Pennata a Bacoli, dove fortunatamente non si registrano persone coinvolte, grazie anche alla minore affluenza del lunedì rispetto al weekend.

Sul fronte della mobilità, la scossa ha attivato i protocolli di sicurezza previsti per gli eventi sismici di magnitudo superiore a 4.0, causando l’interruzione precauzionale della circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli. I treni sono stati fermati nelle località limitrofe per consentire le verifiche tecniche sulla rete, mentre le partenze da Roma verso il Sud risultano regolari. Bloccata anche la linea 2 della metropolitana di Napoli tra Bagnoli e Pozzuoli, così come le linee Cumana e Circumflegrea.

Dal Comune di Pozzuoli, il sindaco Gigi Manzoni ha rassicurato i cittadini con un messaggio sui canali social istituzionali: “La scossa è stata forte, ma al momento non risultano danni. Stiamo monitorando costantemente la situazione”. Il primo cittadino ha annunciato l’allestimento delle aree di attesa previste dal piano di emergenza comunale, con volontari già operativi sul territorio. Inoltre, alcune Ztl saranno temporaneamente disattivate per agevolare eventuali spostamenti in sicurezza.

L’evento sismico odierno riaccende l’attenzione sul bradisismo flegreo e sulla vulnerabilità di un territorio densamente popolato, dove la gestione dell’emergenza richiede un delicato equilibrio tra sorveglianza scientifica, protezione civile e comunicazione pubblica.


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