Morti bianche incidente sul lavoro

Nonostante un calo degli infortuni complessivi, il 2025 si apre con un dato drammatico e inaccettabile: 97 persone hanno perso la vita nei primi due mesi dell’anno sul posto di lavoro, secondo quanto rilevato dall’Inail. Un numero che rappresenta un aumento del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando i decessi erano stati 91. Si tratta di vite spezzate che vanno ben oltre una semplice statistica.

Il bilancio si aggrava ulteriormente se si considerano gli infortuni mortali in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto tra casa e luogo di lavoro, che sono stati 36, in crescita del 33,3%. In totale, sono 133 le denunce di infortunio con esito mortale tra gennaio e febbraio, a fronte delle 118 dello stesso periodo dello scorso anno.

A fronte di questa strage silenziosa, il numero complessivo delle denunce di infortunio sul lavoro cala del 5,2%, fermandosi a 61.641 casi, mentre quelle in itinere scendono del 2,1%, con 12.181 casi. Dati apparentemente positivi, che però non cancellano un problema strutturale e irrisolto: la mancanza di sicurezza sul lavoro continua a costare vite umane.

Non va meglio sul fronte delle malattie professionali: nel primo bimestre del 2025, le denunce sono cresciute del 5,8%, raggiungendo quota 14.917. Un segnale d’allarme che conferma l’urgenza di intervenire sulla prevenzione e sul controllo nei luoghi di lavoro.


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