La Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2,75% al 2,50%. Si tratta della sesta riduzione dal giugno 2024, un segnale chiaro della volontà dell’istituto di Francoforte di stimolare l’economia dell’Eurozona. Anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato ridotto, passando dal 2,90% al 2,65%, mentre quello sui prestiti marginali è sceso dal 3,15% al 2,90%.
Secondo il comunicato diffuso al termine del Consiglio Direttivo della BCE, l’economia dell’Eurozona sta affrontando “perduranti difficoltà”, con una crescita che rimane sotto le attese. Gli esperti della Banca Centrale hanno infatti rivisto al ribasso le previsioni di crescita: per il 2025 si stima un PIL allo 0,9% (rispetto all’1,1% previsto a dicembre), per il 2026 all’1,2% (in calo rispetto all’1,4%), mentre nel 2027 la crescita dovrebbe attestarsi all’1,3%.
La BCE spiega che le prospettive economiche sono influenzate dalla diminuzione delle esportazioni e dalla debolezza degli investimenti, frenati dall’elevata incertezza sulle politiche commerciali ed economiche.
Con il nuovo taglio dei tassi, la politica monetaria diventa “sensibilmente meno restrittiva”, con effetti positivi sul costo del credito per imprese e famiglie. Tuttavia, la BCE avverte che l’allentamento delle condizioni di finanziamento è parzialmente compensato dagli effetti dei precedenti aumenti dei tassi, che continuano a influenzare i prestiti già in essere. Di conseguenza, il volume complessivo dei prestiti rimane contenuto, nonostante la progressiva riduzione del costo del denaro.
La decisione della BCE conferma l’orientamento di una politica monetaria più accomodante, ma le prospettive economiche restano fragili, con l’attenzione rivolta all’evoluzione della crescita e agli equilibri finanziari dell’Eurozona.
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