Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sull’utilizzo delle basi statunitensi in Italia per supportare gli attacchi contro l’Iran continuano a generare un terremoto politico. Dopo la replica del ministero della Difesa, arriva ora l’affondo del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che in un’intervista al Fatto Quotidiano accusa il governo di aver violato la Costituzione e di aver sostenuto un’operazione militare al di fuori del diritto internazionale.
Conte sostiene che le parole di Rutte abbiano “spazzato via le favolette” con cui l’esecutivo aveva alimentato la narrazione della premier Giorgia Meloni come erede del caso Sigonella. Un paragone che l’ex presidente del Consiglio definisce “una sciocca invenzione”, respingendo l’idea che l’Italia abbia esercitato una posizione di autonomia o fermezza nei confronti degli Stati Uniti. Per il leader M5S, al contrario, il governo avrebbe consentito l’utilizzo delle basi italiane per operazioni che travalicano il perimetro consentito dai trattati.
Secondo Conte, “non esistono accordi con Paesi alleati che possano autorizzare la violazione dell’articolo 11 della Costituzione”, che ripudia la guerra come strumento di offesa. L’ex premier contesta anche la ricostruzione del ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui il supporto italiano sarebbe stato esclusivamente tecnico e logistico. “Sappiamo bene di cosa stiamo parlando”, afferma Conte, citando “aerei spia, droni di ricognizione e cargo partiti da Sigonella verso l’Iran”. Elementi che, nella sua lettura, smentirebbero la versione governativa.
Alla domanda se l’Italia possa essere considerata parte belligerante, Conte risponde che l’esecutivo “ha partecipato quantomeno in modo indiretto a una guerra illegale”. Una posizione che apre un fronte politico delicato, perché chiama in causa non solo la trasparenza dell’azione di governo, ma anche il rispetto dei vincoli costituzionali e del diritto internazionale.
Conte rivendica inoltre le scelte compiute durante il suo mandato, ricordando la sospensione delle forniture di armi ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il conflitto in Yemen. Una decisione che, a suo avviso, dimostrerebbe la possibilità di mantenere una linea autonoma e coerente con i principi costituzionali anche all’interno delle alleanze internazionali.
Il leader M5S chiede ora che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca in Parlamento, definendo “necessario” un chiarimento sugli impegni assunti dall’Italia e sulle modalità con cui sono state autorizzate le operazioni. “È tempo che faccia un esame di coscienza di fronte al Paese”, conclude Conte, rilanciando un confronto politico che promette di restare al centro del dibattito nelle prossime settimane.
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