I consorzi stabili tornano al centro del mercato dei lavori pubblici grazie alla modifica introdotta dalla legge annuale n. 34 dell’11 marzo 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 marzo. Una novità che restituisce a questo strumento un ruolo strategico per l’aggregazione, la qualificazione e la partecipazione delle piccole e medie imprese, in un settore che richiede sempre più capacità organizzativa, solidità tecnica e competenze integrate.

Il tema è stato al centro del convegno nazionale organizzato dal Consorzio Stabile Europeo (CSE) in collaborazione con UCSI – Unione Consorzi Stabili Italiani, che si è svolto il 19 giugno a Verona, nella cornice di Villa Brasavola. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, imprese, professionisti e operatori del settore, aprendo un confronto che conferma la centralità dei consorzi stabili nel nuovo assetto delineato dal Codice dei contratti pubblici.

Per UCSI, valorizzare l’aggregazione significa sostenere un modello capace di trasformare competenze diffuse in capacità di sistema, rafforzando la rappresentanza e la partecipazione qualificata delle PMI. Un concetto ribadito dal vicepresidente Alberto Drezza, che ha sottolineato come il tema non riguardi una categoria ristretta di operatori, ma il futuro stesso della presenza delle piccole imprese nel mercato dei lavori pubblici. “Le PMI hanno competenze, esperienza, capacità esecutiva e radicamento territoriale”, ha spiegato, “ma in un mercato sempre più complesso queste qualità devono poter contare su strumenti adeguati per organizzarsi, qualificarsi e diventare sistema”.

Il confronto di Verona ha evidenziato come la modifica normativa restituisca ai consorzi stabili una funzione essenziale: permettere alle PMI di aggregarsi, condividere risorse, accrescere la capacità tecnica e accedere a gare che richiedono requisiti altrimenti non raggiungibili singolarmente. La tavola rotonda “Quando le competenze diventano sistema. PMI e consorzi stabili nei lavori pubblici” ha visto la partecipazione di figure di primo piano, tra cui Fortunato Capogreco (Confapi Aniem), gli avvocati Mariano Maggie e Francesco Zaccone dello Studio MMZ, l’assessore regionale veneto Diego Ruzza, il senatore Paolo Tosato e Carlo Trestini, vicepresidente nazionale ANCE.

Drezza ha ringraziato i partecipanti e la presidente di CSE Paola Bertelli, sottolineando come la presenza di Confapi Aniem, ANCE, istituzioni regionali e parlamentari abbia dato al confronto il valore necessario per affrontare temi come aggregazione, qualificazione, responsabilità e competitività. L’evento, ha spiegato, ha dimostrato che il dibattito è maturo e che esiste una domanda reale di confronto su come rafforzare la presenza delle PMI nel mercato pubblico.

Il messaggio emerso con chiarezza è che il futuro delle piccole e medie imprese non può passare dall’isolamento, ma dalla capacità di costruire reti, rappresentanza e sistemi organizzativi in grado di competere in un mercato sempre più regolato e complesso. La riforma normativa e il rinnovato interesse verso i consorzi stabili aprono una fase nuova, in cui l’aggregazione diventa una leva strategica per la crescita delle imprese e dei territori.


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