CYBER SECURITY

Cresce con l’informatizzazione di ogni ambito, dal pubblico al privato, la necessità di salvaguardare i dati sensibili ed aumentare la sicurezza in rete. Negli ultimi due anni, caratterizzati dalla pandemia da Covid19, e – di pari passo – da un’implementazione del lavoro da remoto sono cresciuti anche attenzione e investimenti su cybersecurity.

Cos’è la cybersecurity

La cybersecurity è la prassi di proteggere i sistemi, le reti e i programmi dagli attacchi digitali. Questi attacchi informatici sono solitamente finalizzati all’accesso, alla trasformazione o alla distruzione di informazioni sensibili, nonché all’estorsione di denaro agli utenti o all’interruzione dei normali processi aziendali.

L’implementazione di misure di cybersecurity efficaci è particolarmente impegnativa oggi perché ci sono più dispositivi che persone e gli hacker stanno diventando sempre più innovativi.

Crescita e competitività

Tra il 2020 e il 2022 la crescita registrata dal settore è stabilmente in doppia cifra: se nel 2021 il mercato ha fatto segnare un +12,4% rispetto all’anno precedente, nel 2022 è previsto un ulteriore balzo con +13 percento. Una crescita costante che porta la spesa complessiva da 1,39 miliardi a 1,55 per il 2022. Solo lo 0,08% del Pil che vale all’Italia l’ultimo posto tra i Paesi del G7.

Restano positive le aspettative di crescita: il trend attuale, in aggiornamento, porterà al superamento dei 2 miliardi di spesa entro il 2024.

Il mercato digitale

Cloud computing, big data, intelligenza artificiale, IoT, cybersecurity saranno i principali driver tecnologici nel triennio 2022-2024, come già accaduto negli ultimi anni. La crescita dovrebbe portare quindi il mercato del digitale a un valore di 79,2 miliardi di euro (+5,1%) nel 2022, a 83,2 miliardi di euro (+5%) nel 2023 e fino a 87,3 miliardi di euro (+4,9%) nel 2024. E’ quanto certificato da Anitec-Assiform in un recente report. Nel complesso, il mercato digitale crescerà intorno al 5% nei prossimi tre anni.

Pnrr e Cybersicurezza

Non solo le aziende, ma anche le istituzioni hanno aumentato il livello di guardia e, di conseguenza, gli investimenti. Il Pnrr prevede nella Missione 1 investimenti per 623 milioni di euro per presidi e competenze di cybersecurity nella PA e nella Missione 4 ulteriori fondi per la ricerca e la creazione di partenariati su temi innovativi, tra cui la sicurezza informatica.
Di pari passo, è stata inaugurata l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che collaborerà con le imprese per migliorare la sicurezza in rete.

Imprese e sicurezza in rete

Oltre alla Pubblica Amministrazione, è in ascesa il numero di aziende che di fronte alle “minacce” in rete hanno deciso di dotarsi di sistemi di sicurezza. Il 31% delle imprese italiane ha rilevato un aumento degli attacchi cyber e, di pari passo, il 54% delle organizzazioni ha affermato la necessità di un rafforzamento di iniziative di sensibilizzazione del personale sui comportamenti da attuare per ridurre i rischi in rete. La battaglia contro gli hacker è diventata una delle principali voci di investimento per grandi aziende e piccole realtà. Un vero e proprio settore emergente che, nel tempo, potrà ritagliarsi uno spazio sempre crescente e profittevole.

Anatomia del mercato Cybersecurity

Il 60% delle grandi imprese italiane ha aumentato il budget per la sicurezza informatica nel 2021. Il mercato italiano di 1,55 miliardi di euro è composto per il 52% da soluzioni di security come Vulnerability Management e Penetration Testing, SIEM, Identity and Access Management, Intrusion Detection, Data Loss Prevention, Risk and Compliance Management e Threat Intelligence, e per il 48% da servizi professionali e servizi gestiti.

Gli aspetti di security più tradizionali continuano a coprire le quote maggiori, con il 31% della spesa dedicata a Network & Wireless Security, ma gli aumenti più significativi riguardano Endpoint Security e Cloud Security. Con le nuove modalità di lavoro, la protezione dei dispositivi continua a essere un elemento cruciale e l’adozione di applicazioni e piattaforme Cloud rende necessaria una specifica attenzione a questo ambito.

Il 58% delle imprese ha definito un piano di formazione strutturato sulle tematiche di cybersecurity e data protection rivolto a tutti i dipendenti, mentre l’11% si è focalizzato sulla formazione di specifiche funzioni più a rischio. Nel 30% dei casi sono state realizzate azioni di sensibilizzazione meno strutturate e sporadiche, solo nell’1% non sono del tutto previste attività di formazione.