Emilio Di Marzio

Dalla fine della pandemia ad ora il Pil ed il tasso di occupazione del Sud crescono più del Centro-Nord. Lo dicono i dati di Banca d’Italia, Svimez ed altri Centri studi. Un segnale positivo ma la strada per colmare il divario nazionale è ancora lunga. I dati, però, indicano che il Mezzogiorno, se messo in condizioni, può competere e fare la sua parte.

Dopo la pandemia, il Prodotto interno lordo delle regioni meridionali è cresciuto di quasi l’8 per cento, oltre 2 punti in più rispetto ai dati registrati nelle regioni del Centro-Nord. In termini pro capite, l’espansione ha superato il 10%, quasi il doppio del resto del Paese. Nel quinquennio 2020-24, l’occupazione è aumentata del 6% nelle regioni meridionali, oltre due volte l’incremento osservato nelle regioni centro-settentrionali.

In questo scenario, un ruolo importante lo svolge anche il settore formazione. Il dialogo tra imprese ed Atenei cresce sempre di più. Le nostre università offrono sempre più percorsi di studi di alta qualità e negli ultimi anni cresce anche la presenza di studenti stranieri. Tra l’anno accademico 2023-2024 e 2024-2025 vi è stata una crescita del 19,3%, vale a dire da 2355 a 2810 iscritti. Se si considerano gli ultimi 5 anni, il totale degli studenti stranieri iscritti, secondo i dati ministeriali, è triplicato. Una crescita che vede protagonisti tutti gli Atenei campani. A trainare di più è la Federico II.

A tal proposito abbiamo chiesto un commento a Emilio Di Marzio, presidente di Adisurc e Andisu. Il primo è l’ente regionale per il diritto allo studio, il secondo è l’associazione che riunisce i 43 enti in Italia del diritto allo studio.


Il Sud cresce più del resto del Paese. Un’opportunità per i giovani?

«Il Mezzogiorno sta vivendo una stagione di vitalità economica che non si ricordava da tempo, soprattutto in settori ad alta crescita: digitale, farmaceutica, semiconduttori, aerospazio e tecnologie verdi, quelle che Federico Fubini ha definito “isole di dinamismo”. È evidente che la spesa pubblica post-Covid e gli strumenti come le ZES abbiano avuto un ruolo propulsivo. Ma non possiamo fermarci a una competizione basata solo su costi più bassi o su vantaggi temporanei: sarebbe una crescita fragile. La vera chiave di volta sono le competenze nelle filiere innovative e la connessione tra ricerca applicata e lavoro qualificato. Le nostre università e i nostri studenti hanno oggi un’opportunità unica: non essere più soltanto un “capitale umano esportabile”, ma diventare il motore stesso dell’economia meridionale».

Cosa bisogna fare per consolidare questa inversione di rotta?

«Bisogna sostenere le filiere innovative che si nutrono di competenze. Il sostegno pubblico è una leva necessaria, ma non sufficiente. Senza ricerca applicata e senza una connessione strutturale tra luoghi del sapere e luoghi della produzione, la crescita rischia di non radicarsi. Il vero salto di qualità si compie quando università, imprese e istituzioni costruiscono un ecosistema stabile, capace di trattenere talenti e attrarne di nuovi».

Gli Atenei stanno diventando più attrattivi?

«Gli atenei del Sud hanno bisogno di due cose: maggiore internazionalizzazione e servizi più forti agli studenti, ai docenti e ai ricercatori stranieri. Le due dimensioni sono strettamente connesse. La competizione globale non si gioca più solo sulla qualità della didattica e della ricerca, ambiti in cui gli atenei campani sono mediamente ben valutati, ma sulla capacità di essere parte della comunità internazionale. Per farlo è essenziale garantire un rapporto adeguato tra numero di studenti e servizi: alloggi, mense, sport, benessere psicologico, attività culturali. Oggi siamo ancora lontani dagli standard europei, ma grazie al lavoro congiunto di Regione Campania, università e ADISURC, entro il 2027 avremo un sistema profondamente rinnovato, con molti nuovi studentati e mense. Sarà un cambiamento strutturale».

I 60mila posti letto previsti entro il 2027 sono realistici?

«Sì, lo sono. Negli ultimi anni, ci sono state diverse misure di sostegno alla residenzialità universitaria: la legge 338 ha sostenuto la costruzione, mentre il DM 481 e il bando di Cassa Depositi e Prestiti la gestione, con un protagonismo crescente dei privati, anche per ragioni legate ai tempi di apertura imposti dalle misure. A livello nazionale, nel DM 481 il 96% dei posti letto è stato candidato da soggetti privati e solo il 4% da soggetti pubblici. Di questi ultimi, circa la metà è stata proposta da ADISURC Campania e sarà realizzata entro metà anno. È un risultato significativo, frutto di un lavoro straordinario».

Saranno sufficienti?

«Porteranno l’Italia, e il Sud in particolare, dentro gli standard europei. Questo significa offrire finalmente un livello di copertura adeguato e creare le condizioni per rendere i nostri atenei realmente competitivi e attrattivi. La residenzialità universitaria non è solo una questione logistica: è una politica industriale del sapere».

Quanti posti alloggio sono previsti per gli Atenei campani?

«Il totale dei posti che saranno disponibili tra il secondo semestre 2026 e il secondo semestre 2027, promossi da Istituzioni pubbliche saranno nuovi 1008 alloggi che saranno gestiti dall’Azienda DSU con priorità per i capaci meritevoli privi di mezzi, che si aggiungeranno ai 1471 già attivi. In ordine cronologico sono: 65 a Benevento a marzo 2026 (San Vittorino Zoppoli) grazie al quarto bando 338, candidati dall’Università del Sannio; 166 posti alloggio a Bagnoli grazie al DM 481, candidati da ADISURC e in apertura a giugno 2026; 252 posti alloggio a Pietrarsa grazie al DM 481, candidati da ADISURC e in apertura a giugno 2026; 50 posti alloggio presso l’ex Istituto Pontificio a Santa Chiara grazie al quarto bando 338, candidata dalla Regione, in apertura a dicembre 2027; 62 posti alloggio presso la Residenza Medici a Portici, grazie al bando 338, candidata dall’Università Federico II, in apertura a dicembre 2027; 100 posti alloggio presso Residenza Paolella a Fuorigrotta a Napoli per intervento di ADISURC con proprie risorse, in apertura a dicembre 2027; 112 posti alloggio presso la Residenza Barducci a Caserta, ex bando 338, Università Vanvitelli, in apertura a dicembre 2027; 100 posti alloggio presso Residenza De Amicis nella zona ospedaliera a Napoli, grazie al bando 338, candidata da ADISURC con apertura a dicembre 2027; 100 posti alloggio Residenza ex Ostello Mergellina (FESR, Regione, dicembre 2027). A questi vanno aggiunti un numero significativo di posti che i privati hanno candidato al DM481 o stanno candidando al bando Cdp in corso. Di questi ultimi posti alloggio, la Regione ha autorizzato ADISURC per ulteriori 750 posti alloggio da destinare ai capaci e meritevoli anche se privi di mezzi».

di M.OLA.


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