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In un momento così delicato per il nostro Paese non possiamo permetterci un dibattito ridotto a posizioni ideologiche.
Mentre il prezzo del petrolio cresce in modo sproporzionato e imprese e famiglie italiane pagano l’energia molto più della media europea, l’Italia dovrebbe accelerare sulla sicurezza e sull’autonomia energetica.
Non abbiamo alternative se non quella di accelerare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, a partire da solare, agrivoltaico ed eolico.
Serve una legge speciale che consenta di velocizzare gli investimenti e rendere finalmente concreti tanti progetti fermi da anni.
In questo quadro stupiscono alcune osservazioni e prese di posizione di amministratori locali che continuano a opporsi a impianti da fonti rinnovabili. Il confronto è legittimo, ma trasformare ogni progetto in uno scontro ideologico rischia di bloccare lo sviluppo.
Ancora più grave è fare leva sulla giustizia amministrativa come strumento per rallentare o ostacolare gli investimenti energetici.
In una fase in cui il Paese ha bisogno di sicurezza energetica e competitività, questi atteggiamenti rischiano di produrre danni enormi.
Per questo è necessario che il Governo prenda una posizione chiara e netta: l’Italia ha bisogno di più produzione energetica, meno burocrazia e tempi certi per gli investimenti strategici.
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