Giorgia Meloni

La legge di Bilancio 2026 è stata approvata in via definitiva dalla Camera con 216 voti favorevoli, 126 contrari e tre astenuti, completando un iter parlamentare che aveva già visto il via libera del Senato. Il provvedimento, del valore complessivo di 22 miliardi di euro, rappresenta una manovra di equilibrio tra vincoli europei e priorità politiche interne, con l’obiettivo dichiarato di mantenere il deficit sotto la soglia del 3% del Pil ed uscire dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo.

Il cuore della manovra è il lavoro e il fisco. Per 13,6 milioni di contribuenti viene ridotta di due punti la seconda aliquota Irpef, che passa dal 35 al 33 per cento per i redditi fino a 50 mila euro annui, rafforzando la strategia del governo di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. Gli aumenti contrattuali, inclusi quelli relativi ai contratti rinnovati nel 2024, vengono invece tassati con un’aliquota agevolata al 5% per i redditi fino a 33 mila euro, una misura che punta a rendere più tangibili gli effetti dei rinnovi salariali in un contesto di inflazione ancora persistente.

Sul fronte previdenziale, la manovra introduce interventi che segnano una stretta graduale ma significativa. L’età pensionabile salirà di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028, mentre dal 2026 le pensioni minime verranno incrementate di 20 euro al mese, pari a 240 euro annui. Contestualmente, vengono ridotti gli spazi di flessibilità: salta la proroga di Opzione donna, vengono tagliate le risorse per l’anticipo pensionistico dei lavoratori precoci e usuranti e non sarà più possibile accedere anticipatamente alla pensione di vecchiaia cumulando la rendita della previdenza complementare. Inoltre, si amplia la platea delle imprese obbligate a conferire il Tfr al fondo Inps, che dal 2032 includerà anche quelle con almeno 40 dipendenti.

Un capitolo centrale riguarda la sanità pubblica. Il Fondo sanitario nazionale viene rifinanziato per 2,4 miliardi di euro nel 2026, una delle voci più rilevanti della manovra, destinata a sostenere un comparto che assorbe oltre il 6,5% del Pil e che resta sotto pressione per carenza di personale, aumento dei costi energetici e allungamento delle liste d’attesa.

Per le famiglie, la manovra interviene sull’Isee, escludendo dal calcolo la prima casa fino a 200 mila euro nelle grandi città e fino a 91.500 euro negli altri Comuni, con incrementi legati al numero dei figli. Vengono istituiti nuovi strumenti di sostegno sociale, tra cui un Fondo da 20 milioni di euro per il sostegno abitativo ai genitori separati e uno dedicato al caregiver familiare con una dotazione di 1,15 milioni di euro per il 2026. Rifinanziata anche la Carta “Dedicata a te”, confermando l’impianto di aiuti mirati alle fasce più fragili.

La manovra guarda anche al sistema produttivo. Dal 2026 arriva l’iperammortamento per investimenti in beni strumentali “made in Europe”, applicabile agli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028. Vengono però cancellate le aliquote agevolate per gli investimenti green, mentre restano centrali i crediti d’imposta per Transizione 5.0, finanziata con 1,3 miliardi di euro, e per le Zone economiche speciali, che ricevono 532,64 milioni di euro. Dal 2028 sarà introdotta una ritenuta d’acconto per le imprese, con un’aliquota dello 0,5% nel primo anno e dell’1% dal 2029.

Per il settore bancario e assicurativo arriva un segnale netto: l’Irap aumenta di due punti percentuali, con la possibilità di attingere alle riserve con aliquote ridotte nei primi due esercizi. Viene inoltre ridotta ulteriormente la deducibilità delle perdite pregresse. L’aumento dell’Irap coinvolge anche le assicurazioni, mentre restano escluse le holding industriali, le società di gestione dei fondi comuni di investimento e le Sicav.

In materia fiscale, la manovra introduce una nuova rottamazione delle cartelle, consentendo di estinguere i debiti maturati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, con un pagamento unico o rateizzato in 54 rate bimestrali distribuite su nove anni. Sale da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto. Da gennaio raddoppia la Tobin tax sulle transazioni finanziarie e viene introdotta una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra-Ue fino a 150 euro di valore. Previsto anche un aumento progressivo delle accise sulle sigarette.

Scuola, cultura e casa completano il quadro. Il bonus libri viene esteso agli studenti delle scuole superiori con Isee fino a 30 mila euro, mentre le famiglie che scelgono la scuola paritaria potranno beneficiare di un bonus fino a 1.500 euro. Dal 2027 debutterà il “Bonus valore cultura” per i maturandi. Sul fronte cultura, il Fondo cinema viene ridotto da 150 a 90 milioni di euro nel 2026, mentre vengono stanziati 60 milioni di euro per il Fondo editoria. Nessun taglio alle televisioni locali, mentre nel 2026 si riduce il finanziamento alla Rai derivante dal canone per esercizi pubblici. Confermato il bonus ristrutturazioni al 50% per la prima abitazione, con nuove risorse per il Piano casa. La cedolare secca sugli affitti brevi resta al 21% per il primo immobile, sale al 26% per il secondo e diventa attività d’impresa dal terzo. Anche gli immobili condonati potranno accedere agli incentivi edilizi.

Non mancano capitoli dedicati a sport, sicurezza e grandi eventi. Nasce “Win for Italia team” per sostenere i progetti olimpici. I fondi per l’America’s Cup a Napoli aumentano di 2 milioni di euro nel 2026 e di 1 milione nel 2027. Viene rifinanziato con 5 milioni di euro il Fondo sport per studenti universitari. Sul fronte sicurezza, cresce di 20 milioni di euro annui dal 2026 il Fondo per la specificità del personale delle Forze armate, di Polizia e dei Vigili del fuoco, mentre vengono stanziati 114 milioni di euro nel 2026 per rafforzare i servizi di ordine pubblico anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina. Slitta infine di un anno l’innalzamento dell’età pensionabile per le Forze dell’ordine.

Tra le norme più controverse figura la disposizione secondo cui le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia appartengono al popolo italiano, un passaggio che ha acceso il confronto politico e avviato un negoziato con la Banca centrale europea.

Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si tratta di «una manovra seria e responsabile», capace di concentrare risorse limitate su lavoro, famiglie, imprese e sanità. Le opposizioni, invece, contestano le scelte su pensioni, banche e governance economica, denunciando il rischio di uno squilibrio nella distribuzione degli oneri.


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